FAQ su NewsGuard: Italia

1. Perché dovrei affidarmi a un gruppo di giornalisti americani per avere un giudizio sull’attendibilità del giornalismo in Italia?

Infatti non devi. E NewsGuard non te lo chiede.

Anche se NewsGuard è nata negli Stati Uniti, le valutazione e le etichette nutrizionali che ha preparato per i siti di notizie e informazioni utilizzati in Italia dagli italiani, sono state scritte da giornalisti e redattori con profonda conoscenza del giornalismo italiano, e con una comprensione approfondita dell’attuale panorama mediatico del paese. I profili di tutti i professionisti che hanno partecipato alla stesura e alla revisione delle valutazioni e delle etichette nutrizionali sono disponibili cliccando sui link con i nomi degli autori, riportati sotto ciascuna etichetta. Oppure puoi visitare questa pagina per vedere tutti i membri del team italiano.

Alla guida del gruppo c’è Giampiero Gramaglia, che è stato per 30 anni corrispondente ANSA, rivestendone anche la carica di direttore, oltre che responsabile degli uffici di Washington, Bruxelles e Parigi. Attualmente Gramaglia insegna alla Scuola di Giornalismo di Urbino, la più antica in Italia. Collabora con NewsGuard sulle modalità di applicazione dei nove criteri di prassi giornalistica utilizzati per la valutazione dei siti, ed effettua la revisione delle valutazioni e delle etichette nutrizionali preparate per i siti italiani.

2. Ma NewsGuard non sta seguendo per le valutazioni gli stessi nove criteri usati negli Stati Uniti? Chi dice che gli standard americani siano gli unici? Ogni paese non ha le sue peculiarità?

Sì, i criteri sono gli stessi, ma sono declinati sulla realtà dello specifico paese. L’obiettivo di NewsGuard non è quello “cercare il pelo nell’uovo” nelle testate che legittimamente fanno giornalismo. Noi desideriamo contribuire a far recuperare la fiducia nel giornalismo legittimo, distinguendolo da quello dei mistificatori.

Per esempio, molti siti di notizie in Italia non forniscono informazioni sugli autori di contenuti, omettendo di aggiungere la firma (chiamata “byline”) agli articoli che scrivono, e senza aggiungere all’articolo informazioni biografiche sull’autore. Queste informazioni sugli autori sono uno dei requisiti base previsti dal progetto Trust, un consorzio globale non-profit in rapida crescita, il cui scopo è raccogliere i siti web di notizie che desiderano rispettare standard fondamentali di trasparenza e responsabilità. La maggior parte dei siti di notizie in Italia e negli altri paesi in cui opera NewsGuard, infatti, segue già queste prassi, al fine di dare ai propri lettori maggiori informazioni sul profilo e sulle qualifiche di coloro che scrivono ciò che stanno leggendo. NewsGuard è comunque flessibile nella valutazione dei siti che non rispettano questi parametri in tre modi:

  1. Perché ci mettiamo sempre in contatto con i referenti dei siti prima di pubblicare qualsiasi valutazione negativa nelle nostre etichette nutrizionali. Quando contattiamo la redazione e chiediamo chiarimenti sulla mancanza di firme negli articoli pubblicati, spesso la pubblicazione inizia ad inserirle.
  2. Altre testate ci indicano altre informazioni presenti sul sito, ad esempio l’elenco dello staff suddiviso per le aree tematiche di cui trattano, un approccio che soddisfa questo criterio. (Questo adattamento è stato fatto, per esempio, anche con The Economist nel Regno Unito, che non aggiunge firme agli articoli).
  3. In considerazione dei siti che mantengono la propria prassi tradizionale, abbiamo assegnato al criterio che richiede la presenza della firma dell’articolo un peso di soli cinque punti rispetto ai 100 totali. Di conseguenza, nessun sito ha mai ottenuto una valutazione di colore rosso semplicemente perché non pubblica articoli con la firma degli autori(occorrono 41 punti negativi per ottenere una valutazione rossa).

Un altro settore in cui le usanze variano e per il quale abbiamo adattato i nostri standard per lo specifico paese, riguarda il modo di tenere separate le notizie dagli articoli di opinione. L’idea base è che le opinioni non debbano infiltrarsi nel riferire la notizia, in modo tale da non distorcere la presentazione di come si sono effettivamente svolti i fatti. In tanti paesi, molte testate tentano legittimamente di catturare l’attenzione dei lettori utilizzando titoli che sembrano contenere delle opinioni, in quanto provano a riassumere la storia traendo una conclusione (per esempio “Governo umiliato da una scottante sconfitta legislativa”). Non diamo una valutazione negativa su questo criterio per i siti di notizie che fanno titoli in questo modo, purché mantengano le opinioni separate dalla narrazione dei fatti, o fintantoché rendano chiaramente riconoscibile un commento o un’opinione. Per una spiegazione di come definiamo e applichiamo questo criterio e gli altri otto criteri, clicca qui.

Un’ulteriore osservazione: si chiama “world wide web” per un motivo preciso. Un articolo apparso originariamente in un sito di notizie americano, italiano, o inglese, può facilmente finire nel canale di notizie o nei risultati di ricerca di un utente in Francia o in Germania. L’obiettivo di NewsGuard, che si tratti di propaganda russa o di falsi siti anti-vax, è quello di aiutare i lettori online a capire se la notizia che leggono è offerta rispettando le norme base di un giornalismo responsabile. Rivelano chi li finanzia e chi è il responsabile del sito? Si è scoperto che più volte hanno pubblicato notizie false o basate su fonti inaffidabili o inesistenti? Fanno uso di titoli ingannevoli acchiappa-click? Gli errori vengono corretti in modo trasparente?

Con alcune varianti minori (ad esempio per il tema delle firme dell’articolo) si tratta di standard universalmente accettati e che non sono in discussione, interamente applicabili sulla scala mondiale del web.   

3. In che modo NewsGuard decide quali siti valutare e quanto è ampia la sua copertura?

NewsGuard valuterà i quasi 200 siti in Italia che generano circa il 90% del traffico di tutte le notizie e le informazioni lette e condivise online in Italia. NewsGuard ha compilato questo elenco di siti a partire da dati raccolti tramite servizi di tracciamento delle attività online.

Integriamo inoltre questo elenco con altri siti che sono noti e autorevoli, ma che non hanno ancora raggiunto abbastanza diffusione per ricadere nella fetta del 90%. Fondamentalmente ci concentriamo sui siti che generano il 90% del traffico, anche se non desiderano essere valutati, ma siamo naturalmente disponibili a collaborare con siti più piccoli o appena nati, che invece desiderino ricevere una valutazione da noi. Infine, il nostro team di intervento rapido (vedi oltre) integra tutto questo con la copertura di siti di notizie che generano improvvisamente traffico sul web, e che non sono ancora stati valutati perché si sono attivati in rete da poco. In molti casi, questi siti web vengono aperti appositamente, al fine di pubblicare informazioni errate o fare disinformazione.

4. Con quale frequenza NewsGuard aggiorna le valutazioni e le etichette, e in che modo NewsGuard gestisce i siti che non ha ancora valutato e che improvvisamente generano traffico diffondendo notizie discutibili?

A livello pratico NewsGuard intende effettuare la revisione e l’aggiornamento di tutti i siti ogni tre mesi. Gli aggiornamenti saranno tuttavia più frequenti se le circostanze lo richiederanno, ad esempio in caso di un cambiamento di proprietà, delle metodologie di lavoro, o se il sito vince un premio o viene coinvolto in una controversia. Inoltre, NewsGuard ha un team di intervento rapido, attivo 24 ore su 24. Il team monitora la rete tramite un sistema software creato appositamente da NewsGuard, che invia un segnale di allarme quando un sito ancora non valutato da NewsGuard comincia a generare una quantità crescente di traffico (ad esempio un sito di notizie false aperto in Russia durante la notte). NewsGuard si attiva per esaminare e valutare il sito in oggetto nel giro di poche ore, in modo da assegnargli un bollino NewsGuard di colore verde oppure rosso, e la relativa etichetta nutrizionale, prima che diventi virale.

Quando delle notizie generano trend di traffico crescente in modo veloce, spesso avviene tramite siti web appositamente creati al fine di diffondere notizie false o fuorvianti. Ciò è particolarmente vero durante una campagna elettorale, quando le notizie false vengono utilizzate per inquinare lo scenario elettorale. NewsGuard si attiva per esaminare e valutare questi siti nel giro di poche ore, in modo da assegnare loro la rispettiva valutazione verde oppure rossa e la relativa etichetta nutrizionale prima che le notizie diventino virali. Abbiamo anticipato il nostro lancio in Europa in modo che le nostre valutazioni e le nostre schede siano disponibili in anticipo rispetto alle elezioni per il Parlamento Europeo in maggio.

5. NewsGuard è solo un altro gruppo di giornalisti che cercano di attaccare e soffocare i media conservatori? È un gruppo di giornalisti di sinistra? Vuole solo proteggere le testate tradizionali dalla nuova concorrenza?

NewsGuard lavora in piena trasparenza, usando lo stesso approccio per tutti i siti di notizie che valuta. Usiamo gli stessi nove criteri per valutare tutti i siti di notizie. Questi criteri sono tutti principi consolidati che contraddistinguono un giornalismo svolto in modo affidabile, sia per siti di notizie che per siti di opinione. Tutti i criteri sono applicati allo stesso modo per tutti gli editori, indipendentemente dall’orientamento politico, se presente, e allo stesso modo per tutti: che si tratti di una testata o un’emittente consolidata, oppure di un nuovo sito web o di un blogger che ha raggiunto da poco la popolarità. Inoltre, se secondo la nostra valutazione il sito non soddisfa uno dei nove criteri, i nostri analisti ne contattano i responsabili per ottenere chiarimenti. Le informazioni aggiuntive raccolte in questo modo sono riportate all’interno della valutazione, affinché sia rappresentato anche il punto di vista dei responsabili del sito. Talvolta questa interazione porta anche a cambiare la nostra valutazione ancora prima della pubblicazione, perché in questo modo riusciamo a raccogliere ulteriori informazioni utili alla valutazione, di cui inizialmente non eravamo a conoscenza.

NewsGuard è riconosciuta come un gruppo apolitico e neutrale da varie organizzazioni giornalistiche, appartenenti a tutti gli orientamenti politici.

Il nostro obiettivo è quello di far crescere il livello di alfabetizzazione funzionale per la fruizione di notizie online, sperando di arrivare ad assegnare una valutazione verde a tutti i siti di notizie, rendendoli tutti più affidabili per i loro lettori. Anche per questo motivo negli Stati Uniti abbiamo registrato un crescente successo del programma di collaborazione tra noi e le biblioteche, iniziato lo scorso anno. Siamo certi, a giudicare da quanto visto finora, che riscuoteremo lo stesso successo nel Regno Unito, in Germania, Francia e Italia. Le biblioteche sono in prima linea nella battaglia per sostenere l’alfabetizzazione funzionale nella lettura delle notizie. Quelle che già conoscono NewsGuard, lo considerano uno strumento pratico da fornire agli utenti che utilizzano i computer della biblioteca, andando ad integrare il lavoro che i bibliotecari hanno sempre fatto da quando sono state inventate le biblioteche: fornire ai lettori gli strumenti per prendere decisioni di lettura informate.

6. Perché ci si può fidare di NewsGuard?

  • Poiché la direzione e il personale di NewsGuard redigono le proprie valutazioni utilizzando criteri apolitici, che stanno alla base della professione giornalistica; e perché siamo un gruppo di giornalisti esperti che hanno dedicato la propria vita a questa professione. Steven Brill è uno dei più rispettati giornalisti americani, oltre che apprezzato autore di libri di non-fiction. Gordon Crovitz era un editorialista molto stimato per la pagina editoriale del Wall Street Journal, e l’editore di The Wall Street Journal. I nostri consulenti senior nei vari paesi hanno profili simili: una carriera trentennale alla BBC come redattore del notiziario internazionale, nel caso del nostro consulente inglese, e allo stesso modo il nostro consulente italiano ha lavorato per 30 anni all’ANSA, diventandone anche il direttore. Loro e i giornalisti che hanno chiamato a formare il proprio gruppo, hanno sposato in pieno l’idea che un giornalismo responsabile si trovi alla base di una democrazia civile.
  • Questi giornalisti hanno tutti esperienze diverse, e non hanno interessi politici da servire. Infatti, puoi leggere i titoli e il curriculum di tutti coloro che in NewsGuard si occupano di svolgere le valutazioni dei siti e di preparare le etichette nutrizionali. 
  • I collaboratori di NewsGuard si sono dati delle norme per risolvere conflitti di interesse e svolgere il proprio lavoro in modo etico, a cui tutti aderiscono. (Vedi sotto.)
  • NewsGuard è completamente trasparente riguardo a come sono prese tutte le decisioni. I nove criteri usati per la valutazione dei siti di notizie sono descritti e spiegati in dettaglio. Le annotazioni nell’etichetta nutrizionale spiegano le motivazioni alla base di ogni decisione. NewsGuard non è un algoritmo.
  • NewsGuard tenta con determinazione di ottenere la collaborazione dei direttori e dei redattori dei siti di cui si occupa, prima di scrivere qualcosa di negativo sul loro sito. Aggiungiamo sempre i loro commenti nelle nostre etichette nutrizionali (o le modifichiamo dopo aver valutato il loro contributo e dopo aver capito che le nostre conclusioni iniziali erano sbagliate). Gli algoritmi non si mettono a chiedere commenti.
  • NewsGuard pubblica sempre gli eventuali reclami dei responsabili del sito riguardo a qualsiasi cosa sia stata scritta su di loro. I dirigenti di NewsGuard rispondono pubblicamente a questi reclami, con la dovuta rettifica se necessaria.
  • NewsGuard non accetta compensi dai siti di notizie che valuta. Le entrate di NewsGuard provengono dalle piattaforme e dai motori di ricerca, a cui concediamo il permesso di aggiungere le nostre valutazioni nei feed e nei risultati di ricerca. Molti siti negli Stati Uniti mettono in evidenza di avere ottenuto una valutazione di colore verde all’interno della loro pagina di informazioni sul sito, spiegando la natura delle valutazioni realizzate da NewsGuard.
  • NewsGuard non raccoglie dati personali di alcun tipo dagli utenti che utilizzano il nostro plug-in per browser. Nessuna.
  • Perché l’unico scopo di NewsGuard è fornire ai lettori maggiori  informazioni sulle fonti delle notizie che si trovano online. Il successo di questa iniziativa dipende interamente dalla nostra affidabilità e autorevolezza.  

7. Non è sbagliato limitare la libertà di espressione?

  • Certamente! E questo è uno degli aspetti migliori di NewsGuard. NewsGuard rappresenta una via di mezzo tra due approcci opposti: impedire che le persone leggano o vedano qualcosa, oppure lasciare che lo status quo prevalga, una situazione in cui la disinformazione si diffonde indiscriminatamente, e diventa indistinguibile dall’informazione vera. NewsGuard offre un modo per evitare blocchi o censure. Al contrario, fornisce informazioni concrete sulle migliaia di fonti di notizie disponibili online.
  • Uno dei principi fondamentali delle democrazie in tutto il mondo, è la necessità di averei una stampa libera per una cittadinanza informata e consapevole. Questo approccio sottintende che i cittadini possano fruire di informazioni attendibili su cui basare le proprie opinioni e, in ultima analisi, svolgere la propria attività in una società civile, esercitando tra le altre cose il proprio voto. L’idea di fornire maggiori informazioni sulle fonti di notizie online si inserisce quindi in una lunga tradizione democratica, che richiede di offrire alle persone più informazioni, in modo che ciascuno possa esprimersi in modo consapevole.
  • Per questo motivo le biblioteche in tutti gli Stati Uniti stanno collaborando con NewsGuard, così come avverrà in Europa subito dopo il lancio. I bibliotecari hanno sempre combattuto per difendere il diritto delle persone ad accedere a tutte le informazioni, interpretando questa missione come un significato più ampio del loro incarico principale, che consiste nell’aiutare gli utenti a trovare ciò che serve sugli scaffali.

8. NewsGuard non è un’azienda non-profit. Perché?

Quando abbiamo stabilito di valutare tutti i siti di notizie e informazioni più rilevanti sul web, coprendo almeno il 90% del traffico online in tutti i paesi dove lavoriamo, abbiamo capito di conseguenza la necessità di mettere in piedi un’impresa di una certa dimensione, ben strutturata. Per esempio, abbiamo assunto circa 50 giornalisti in qualità di analisti. Per poter svolgere questo lavoro con un modello sostenibile, abbiamo capito che il modo migliore sarebbe stato sotto forma di un’azienda in grado di realizzare i profitti necessari a sostenersi. Questo ci aiuta anche a confrontarci con le aziende tra le più grandi al mondo: internet provider, social media, motori di ricerca, a cui chiediamo di collaborare per portare agli utenti il nostro lavoro. Interlocutori di questo calibro devono poter vedere in noi un partner commerciale solido e stabile.

9. Perché avete un comitato di consulenza?

Ci siamo immediatamente resi conto che le notizie false, la disinformazione e la propaganda toccano spesso tempi importanti e di interesse nazionale, pertanto abbiamo voluto creare un organo capace di valutare l’impatto di queste notizie sulla sicurezza nazionale. Inoltre, volevamo consigli su come meglio comunicare il nostro approccio di tipo giornalistico alle aziende della Silicon Valley, pertanto abbiamo coinvolto nel comitato anche vari rappresentanti di questo settore.

Con il lancio della nostra iniziativa in Europa, stiamo aggiungendo nuovi membri al nostro comitato di consulenza. Questi includono: Anders Fogh Rasmussen, ex primo ministro danese ed ex Segretario generale della NATO, e fondatore della Alliance of Democracies Foundation; e Jimmy Wales, co-fondatore di Wikipedia.

Stiamo inoltre aggiungendo al nostro comitato consultivo altri consulenti senior per ogni paese in cui operiamo in Europa: Richard Sambrook, che ha trascorso 30 anni alla BBC come direttore delle Global News, attualmente direttore del centro per il giornalismo presso l’Università di Cardiff; Alina Fichter, Senior Executive per le digital operations presso Die Zeit online, che ha lavorato presso l’emittente pubblica Bayerische Rundfunk e al Sueddeutsche Zeitung; Alice Antheaume, è decano aggiunto della Science Po University School of Journalism, che è stata vicedirettrice di 20 Minutes. Ha lavorato per Le Monde, Telerama, l’emittente pubblica France 5 e France Inter; e infine Giampiero Gramaglia, che è stato per 30 anni corrispondente ANSA, rivestendone anche la carica di direttore, oltre che responsabile degli uffici di Washington, Bruxelles e Parigi. Attualmente insegna alla scuola di giornalismo di Urbino, la più antica d’Italia.

10. Come pensate di realizzare i ricavi che vi servono?

Stiamo discutendo degli accordi di licenza con aziende quali internet provider, operatori di telefonia mobile, e piattaforme digital (social media e motori di ricerca), per fare in modo che possano usare le valutazioni di NewsGuard per renderle disponibili a tutti coloro che navigano in internet. La nostra intenzione è di riuscire ad integrare le valutazioni e le recensioni di NewsGuard in tutti i social media e nei risultati di tutti i motori di ricerca.

11. Perché la fiducia è così importante?

Gallup ha svolto un’indagine indipendente nel giugno 2018, intitolata “Analisi dell’effetto delle valutazioni delle fonti sui contenuti delle notizie”. L’analisi ha utilizzato come modello il concetto di valutazioni Rosso e Verde di NewsGuard. I risultati sono stati molto incoraggianti, anche sul tema del recupero della fiducia. Gli intervistati hanno dichiarato di fidarsi delle valutazioni e delle recensioni se vengono realizzate da “giornalisti esperti con provenienze diverse”. La ricerca ha evidenziato che anche le persone maggiormente schierate si fiderebbero meno di siti contrassegnati da una valutazione di colore rosso, e di più di siti con una valutazione di colore verde. Inoltre sarebbero meno propense a condividere o a mettere “like” a notizie che provengono da siti dichiarati inaffidabili.