Misinformation Monitor: Aprile 2020

Bentornato sul Misinformation Monitor di NewsGuard, una newsletter che parla di disinformazione con dati esclusivi provenienti da cinque paesi.
A cura di Gabby Deutch, tradotto da Virginia Padovese


The Big Story … L’80% dei siti che pubblicano disinformazione sul Coronavirus, pubblicavano disinformazione anche prima della crisi sanitaria in corso


Ma prima di iniziare con le notizie facciamo un quiz:

1. Quale teoria del complotto sul Covid-19 si basa su uno studio scientifico preliminare che fu ritirato e smentito due giorni dopo la sua comparsa online?
a)
 Il virus del Covid-19 contiene ‘sequenze simili all’Hiv’, lasciando intendere che si tratti di un virus costruito artificialmente
b) La tecnologia dei telefoni cellulari 5G è collegata alla pandemia di coronavirus
c) L’aglio può curare il Covid-19
d) La pandemia di Covid-19 era stata prevista in una simulazione

2. All’inizio di aprile una ventina di ripetitori telefonici sono stati danneggiati nel Regno Unito da persone che credono alla teoria del complotto secondo la quale il 5G provoca il coronavirus. In quale paese è emersa per la prima volta questa teoria?
a) 
Spagna
b) Francia
c) Stati Uniti
d) Russia

3. Quanti utenti ha avuto nel mese di marzo NaturalNews.com, sito statunitense che pubblica disinformazione in campo medico?
a) 
1,4 milioni
b) 2,6 milioni
c) 3,9 milioni
d) 5,1 milioni

Troverai le risposte al quiz alla fine della prima sezione.


NewsGuard Alert, i “Super-spreader”:

Abbiamo cercato di capire quali sono le pagine Facebook maggiormente responsabili della diffusione della disinformazione e delle bufale sul Covid-19 identificate da NewsGuard. All’inizio di questa settimana abbiamo pubblicato un elenco di 32 tra le principali pagine Facebook in lingua inglese responsabili di disinformazione sul coronavirus. In cima alla lista, una pagina Facebook con sede in Turchia chiamata Global Informers, che ha diffuso informazioni false e propaganda iraniana e russa sul coronavirus ai suoi 4,8 milioni di followers. Qui la lista completa.


Il coronavirus ha generato “un’infodemia”. Ma i siti responsabili della disinformazione non sono nuovi 

Questo articolo del marzo del 2009 è uno dei tanti casi in cui NaturalNews.com ha usato il termine “arma biologica” per descrivere qualcosa che non era assolutamente un’arma biologica. Ora il sito usa questo termine per descrivere il nuovo coronavirus. (NaturalNews.com / NewsGuard)

Le principali teorie del complotto sul Covid-19 sono inquietanti e sconvolgenti perché non abbiamo mai visto una disinformazione come questa prima. Vero? Non esattamente.

  • Dei 187 siti che secondo l’analisi di NewsGuard hanno pubblicato informazioni false o fuorvianti sul nuovo coronavirus, oltre l’80% era già stato valutato come inaffidabile dai giornalisti di NewsGuard. Quei siti avevano un rating rosso (inaffidabile) ancora prima di pubblicare disinformazione sul Covid-19 – e ben prima che quelle fake news venissero smentite dal fact-checking.

In passato, nel corso di crisi sanitarie come quelle dovute all’influenza suina nel 2009, all’ebola nel 2014 e al morbillo nel 2019, il sito di bufale NaturalNews.com aveva pubblicato articoli con “spiegazioni” molto simili alle teorie del complotto che sta pubblicando in questi mesi sul coronavirus. Questi articoli non hanno alcuna base scientifica: sono solo il risultato di un pericoloso desiderio di diffondere teorie stravaganti e infondate, fino a quando una di queste fa presa sulla popolazione.    

  • L’analisi: Gli articoli di Natural News sulle epidemie del passato hanno alimentato panico e preoccupazione, non importa quanto grande fosse il rischio reale per la salute pubblica, screditando l’efficacia delle indicazioni delle autorità.
    • Natural News ha pubblicato per anni notizie allarmanti su un potenziale focolaio di ebola nel territorio statunitense, nonostante secondo quanto riportato dall’Organizzazione mondiale della sanità, solo quattro americani avessero contratto la malattia nel 2014.
      • Un articolo del luglio 2019 affermava (senza alcun fondamento): “Perché il governo degli Stati Uniti sta importando migliaia di migranti dalle nazioni colpite dall’ebola e li sta distribuendo nelle città degli Stati Uniti?” 
    • Durante l’epidemia di morbillo dello scorso anno, Natural News ha colto l’occasione per criticare i vaccini e per promuovere i rimedi naturali venduti sul suo sito. Secondo i dati del CDC quasi nove pazienti su dieci malati di morbillo non erano vaccinati. 
      • Già nel 2009, il sito chiamava i vaccini “armi biologiche“. Quando il morbillo è riemerso, Natural News ha sostenuto che era la dimostrazione del fatto che avesse ragione.
  • Una teoria del complotto sul coronavirus molto diffusa sostiene che il virus sia stato creato come arma biologica in un laboratorio militare a Wuhan. Natural News da anni crea allarmismi legati alle “armi biologiche”. Il fondatore di Natural News Mike Adams – che si autodefinisce ‘Ranger della Salute’ – gestisce anche un sito chiamato BioDefense.com, con suggerimenti su come “difendersi” dalle pandemie e dalle guerre biologiche. 
    • 2014: “Il virus dell’ebola può essere facilmente prodotto e diffuso come arma biologica”, si legge sul sito.
    • November 2018: “I globalisti stanno progettando lo sterminio del 90% della razza umana” tramite “un’arma biologica in forma di virus”.
      • Non era la prima volta che Adams gridava all’uso delle armi biologiche, e quando il coronavirus iniziò a diffondersi, poco più di un anno dopo a Wuhan, la sua mente cospirazionista notò più di una semplice coincidenza.

Perché dovremmo preoccuparcene: 3,9 milioni di utenti hanno visitato NaturalNews.com il mese scorso. Si tratta del 33% in più rispetto al mese precedente, secondo i dati della società di analisi del web SimilarWeb. I siti che pubblicano disinformazione non nascono dal nulla: si costruiscono un pubblico per anni, aspettando la tempesta perfetta di un’emergenza sanitaria globale e la fame di risposte della gente in un momento in cui, di risposte, ne esistono poche.

Tuttavia, alcuni nuovi siti sono spuntati di recente, semplicemente per confondere i lettori sul coronavirus.

Il sito italiano FonteVerificata.it ha scritto che la notizia relativa al fatto che Boris Johnson fosse risultato positivo ai test per il coronavirus, era una bufala. (FonteVerifica.it / NewsGuard)
  • Un titolo di un sito chiamato Extra-Times.com sosteneva che il governatore di New York, Andrew Cuomo, stesse vietando le vendite di alcolici, ma quando i lettori cliccavano sul link, compariva il messaggio: “Ci sei cascato!”.
    • Il sito Prank Mania (che usa il nome Extra-Times.com per ingannare i lettori) consente agli utenti di creare “scherzi” e condividerli, raccogliendo centinaia di migliaia di visualizzazioni su storie false. Molti degli “scherzi” recenti contengono informazioni totalmente inventate sul coronavirus.  
  • Il sito italiano FonteVerificata.it, nato a marzo, ha proprio l’effetto di confondere le persone su ciò che è vero e ciò che non lo è, anche in merito al coronavirus.
    • FonteVerificata.it è stato creato per sembrare  un sito di fact-checking, pubblicando titoli con un banner che dice “notizia vera” o “bufala”. In realtà dice il contrario di ciò che è vero. “Boris Johnson positivo al Virus”, si legge in un titolo recente. Sotto alla foto del premier britannico c’è un banner con scritto “BUFALA”. Ma Johnson è risultato veramente positivo al coronavirus, ed è successivamente stato ricoverato in terapia intensiva.
    • “Dovrebbe essere chiaro che si tratta di satira”, il blogger e YouTuber fondatore del sito, Gian Marco Saolini, ha detto a NewsGuard, anche se questa informazione non appare in modo chiaro sul sito. Secondo Saolini il suo sito contribuirebbe a insegnare alle persone a “sviluppare quel senso critico che adesso non hanno”. “Io voglio sommergere la rete di mer*a per saturarla”, ha spiegato Saolini a NewsGuard.

 


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NewsGuard cerca di combattere la disinformazione con l’intelligenza umana, valutando l’affidabilità dei siti di notizie. Le nostre analisi, scritte sulla base di nove criteri giornalistici ampiamente riconosciuti, offrono ai lettori un contesto per capire ciò che leggono online grazie ai punteggi (da 0 a 100) assegnati ai siti, e grazie alle icone verdi (per i siti generalmente affidabili) e rosse (per i siti generalmente non affidabili). Usa questo form per leggere la newsletter nel tuo browser e iscriviti.

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LE RISPOSTE AL QUIZ

  1.  (a) La teoria del complotto secondo la quale il virus del Covid-19 contiene ‘sequenze simili all’Hiv’, lasciando intendere che si tratti di un virus creato dall’uomo, si basa su uno studio comparso sul sito BioRxiv.org, in cui gli utenti possono presentare studi scientifici prima che questi vengano sottoposti a peer-review e pubblicati. Lo studio è stato ritirato due giorni dopo, ma le affermazioni false hanno continuato a circolare online. 
  2. (b) Le prime affermazioni false sul collegamento tra 5G e coronavirus sembrano essere state pubblicate dal sito francese LesMoutonsEnrages.fr a gennaio.
  3. (c) NaturalNews.com ha avuto un incremento di utenti del 33% lo scorso mese, arrivando a 3,9 milioni.

I siti ben noti per pubblicare bufale continuano a farlo. Ecco come la disinformazione sul Covid-19 si fonde con le già esistenti teorie del complotto sul 5G scatenando il caos nel Regno Unito

Questo post di Facebook del 20 gennaio della pagina del sito francese Les Moutons Enragés usa un gioco di parole per definire il 5G un genocidio. Si tratta della prima volta in cui è stata fatta una connessione tra il 5G e il nuovo coronavirus. (Facebook / NewsGuard)

Come è già stato ampiamente detto, il Regno Unito ha subito una nuova pericolosa conseguenza della disinformazione: azioni organizzate, incoraggiate da coloro che hanno diffuso disinformazione, hanno danneggiato spazi pubblici e infrastrutture.

  • All’inizio di questo mese, alcune persone nel Regno Unito hanno abbattuto e danneggiato dei ricevitori del telefono aggredendo verbalmente alcuni operai, dopo settimane in cui teorie del complotto che hanno collegato la tecnologia del 5G al virus del Covid-19 continuavano a circolare in rete.
  • Queste teorie del complotto sono apparse per la prima volta su Facebook a gennaio in seguito alla pubblicazione di un articolo su un sito francese, prima di diffondersi rapidamente in quello che Jasper Jackson di First Draft News ha chiamato “network preconfezionato” di complottisti, riferendosi alle decine di gruppi di Facebook anti-5G in cui i messaggi che demonizzavano la tecnologia 5G sono diventati virali.
    • L’analisi: Molto prima che si diffondesse il coronavirus, una rete di pagine Facebook anti-5G – con contenuti in gran parte ripresi da materiali provenienti da siti di propaganda russi come RT – stava già pubblicando disinformazione relativa ad altri presunti pericoli della nuova tecnologia. 
    • False affermazioni che la tecnologia 5G provochi il cancro, l’avvelenamento da radiazioni, la morte della fauna selvatica e altri effetti negativi sulla salute, hanno riscontrato grande trazione online per oltre due anni, nonostante il fatto che non ci siano prove che dimostrino che l’esposizione alle onde del 5G rappresentino un rischio per la salute umana.
      • Ora questi gruppi di Facebook – con il contributo di siti inaffidabili negli Stati Uniti e in Europa – stanno diffondendo nuove affermazioni false sul Covid-19. Avendo in precedenza già creato confusione, i siti di propaganda russa che per primi hanno diffuso queste bufale sul 5G, ora se ne stanno fuori. Confusamente, RT ha recentemente iniziato a pubblicare articoli in cui sostiene che il 5G non è pericoloso. Tuttavia, i vecchi articoli con le teorie del complotto sul 5G rimangono comunque su RT.com. 
    • La prima teoria del complotto che collega il 5G al Covid-19 è apparsa il 20 gennaio sul sito francese LesMoutonsEnrages.fr, secondo quanto riportato da First Draft. First Draft News ha anche detto a NewsGuard che il gruppo Facebook Stop 5G UK, un gruppo anti-5G creato nel 2017, ha visto il numero dei suoi membri quasi raddoppiare nell’ultimo mese, arrivando a 58.000. I dati di First Draft mostrano che almeno altri sette gruppi Facebook anti-5G con sede nel Regno Unito hanno recentemente raddoppiato il numero dei loro membri.
      • Poco dopo, diversi siti inaffidabili hanno affermato che Wuhan – dove il coronavirus si è manifestato per la prima volta alla fine dell’anno scorso – è stato anche il luogo in cui il 5G è stato lanciato per la prima volta, suggerendo che l’implementazione del 5G nella città cinese avesse potuto avere qualcosa a che fare con l’epidemia. In realtà, Wuhan era solo una delle molte città cinesi in cui è stato lanciato il 5G.
    • Perché dovremmo preoccuparcene: L’ordine di rimanere a casa nel Regno Unito richiede alle persone di limitare le uscite all’esterno per impedire la diffusione del coronavirus. Ma decine di cittadini britannici hanno lasciato le proprie case per danneggiare infrastrutture di comunicazione, seguendo un’opinione che non ha alcun fondamento nella realtà. I complottisti del 5G non sono gli unici ad avere gruppi di seguaci, quindi non aspettatevi che questa sia l’ultima protesta alimentata dalla disinformazione.

I complottisti stanno alimentando la disinformazione sul coronavirus sfruttando studi scientifici preliminari

Prima che una ricerca scientifica venga pubblicata, passa attraverso un ampio processo di revisione che può durare mesi. Per quanto riguarda la pandemia di coronavirus, alcuni studiosi preferiscono rendere i dati più facilmente accessibili in nome della salute pubblica. Ma questo ha portato allo sfruttamento di alcuni studi che non sono ancora stati rivisti e, in alcuni casi, si sono poi rivelati errati.

  • I siti MedRxiv e BioRxiv consentono ai ricercatori di ricevere rapidamente feedback su studi che non sono stati ancora pubblicati o sottoposti a peer-review. “Attenzione: le prestampe sono rapporti preliminari di lavoro che non sono stati certificati dalla peer review“, avverte la home page di MedRxiv.org. “Non dovrebbero essere riportati nei media come informazioni consolidate”. NewsGuard ha infatti valutato entrambi questi siti come piattaforme, segnalando che il loro contenuto non viene controllato prima della pubblicazione.

Il 31 gennaio, uno studio che non aveva avuto alcuna revisione formale è comparso su BioRxiv e ha portato sul sito “un numero senza precedenti di lettori”, secondo quanto affermato dal co-fondatore John Inglis.

  • Un gruppo di scienziati indiani ha presentato lo studio in cui si affermava di aver scoperto somiglianze nelle sequenze tra il nuovo ceppo di coronavirus e l’HIV, cosa che con bassissima probabilità avrebbe potuto succedere in modo naturale. Ma gli autori hanno trascurato il fatto che queste stesse sequenze si possono trovare in molti altri virus, non solo nell’HIV, secondo quanto riportato nel sito medico di fact-checking HealthFeedback.org. Lo studio è stato ritirato due giorni dopo la sua comparsa su BioRxiv.
  • Il rapido ritiro dello studio non ha impedito ai siti di disinformazione, come Infowars.com e NoSignalFound.fr, di citare la ricerca per promuovere la falsa affermazione che il virus fosse stato creato dall’uomo. 
  • Inglis ritiene che gran parte dell’attenzione “arrivasse da siti e influencer di parte, non da giornalisti professionisti con una buona reputazione“.

“Più un risultato appare sensazionale in una prestampa, più controlli si dovrebbero fare e più cautela si dovrebbe avere”, ha detto Inglis.


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