Misinformation Monitor: Agosto 2020

Una nuova edizione del Misinformation Monitor di NewsGuard, una newsletter sulla disinformazione con dati esclusivi provenienti da cinque paesi.
A cura di Gabby Deutch
Tradotto da Virginia Padovese


The big story… In Europa, il movimento contro l’uso delle mascherine cresce e diventa sempre più politicizzato


Prima di iniziare con le notizie, facciamo un quiz:

1. Quale politico europeo ha rifiutato di indossare la mascherina durante un evento in senato a luglio?
a. Il primo ministro britannico Boris Johnson
b. Marine Le Pen, leader del Front National, partito francese di estrema destra
c. Il leader della Lega Matteo Salvini

2. Quale sito di disinformazione è stato recentemente condiviso su Facebook da un politico del Wisconsin, in un post contro l’uso obbligatorio delle mascherine?
a. SOTT.net, un sito che ha pubblicato diverse teorie del complotto, tra cui quella secondo cui Israele sarebbe responsabile degli attacchi dell’11 settembre
b. TruePundit.com, un sito che ha pubblicato affermazioni false sul fatto che il dottor Anthony Fauci guadagnerà miliardi di dollari da un futuro vaccino contro il COVID-19
c. WorldTruth.tv, un sito che ha pubblicato diverse teorie del complotto, tra cui quella sulla presunta connessione tra le reti 5G e il COVID-19

3. In quale sito è stata pubblicata la falsa teoria secondo cui Kamala Harris non avrebbe potuto rivestire il ruolo di presidente degli Stati Uniti perché i suoi genitori sono immigrati?
a. En-volve.com, un sito di disinformazione la cui pagina Facebook ha oltre 675.000 follower
b. TheGatewayPundit.com, un noto sito conservatore statunitense che ha pubblicato varie teorie del complotto, tra cui quella secondo la quale l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton e l’ex Segretario di Stato Hillary Clinton sono responsabili della morte di oltre 40 persone
c. OneWorld.press, un sito di propaganda russo che il Dipartimento di Stato americano ha identificato tra quelli responsabili di interferenze nella politica statunitense

Troverai le risposte al quiz alla fine della prima sezione.


In Europa, il movimento contro l’uso delle mascherine ha inizialmente trovato spazio su siti di disinformazione poco conosciuti. Ecco come si è di fatto guadagnato popolarità.

Screenshot di un tweet di un account affiliato al movimento dei gilet gialli in Francia. Nella mascherina si legge: “Quando la tirannia diventa legge, la RESISTENZA diventa un dovere”. Uno degli hashtag del post è #GiùLaMaschera. (@91Gilets via Twitter)

Negli Stati Uniti, i no-mask oppongono la libertà individuale alle regole imposte dal governo. Argomenti simili hanno iniziato a farsi strada anche in Europa, soprattutto in Germania. Una protesta dei no-mask ha visto la partecipazione di 20.000 persone a Berlino nel mese di agosto, facendo eco alle teorie del complotto contro l’uso delle mascherine e alla disinformazione che da mesi cresceva nel paese.

  • La manifestazione di Berlino è stata organizzata da un ramo di Querfront, un nuovo movimento nazionalista del quale fanno parte sia radicali di destra e di sinistra, sia complottisti, accomunati da una forte opposizione verso il governo e la sua risposta alla pandemia.
  • Il nome della protesta – “La fine della pandemia – Il giorno della libertà” – è un riferimento a un film di propaganda nazista, chiamato “Il giorno della libertà”, realizzato nel 1935 dalla regista Leni Riefenstahl.
  • All’evento hanno partecipato circa 20.000 persone senza mascherina. Alcuni tweet in italiano hanno fatto riferimento alla manifestazione dando notizia di una partecipazione molto più alta. Un tweet, ad esempio, mostrava  la foto di un evento del 2019 a Zurigo, con la didascalia “Berlino oggi”. Un altro utilizzava una foto scattata a Berlino, ma nel 1999.

I dettagli: già in aprile, quando le prime regolamentazioni sull’uso delle mascherine sono entrate in vigore, alcuni siti avevano iniziato a gettare le basi dell’ideologia no-mask, illustrando ipotesi pseudoscientifiche che i no-mask avrebbero successivamente utilizzato come dimostrazioni del fatto che le mascherine sono pericolose e dannose per la salute della persona, oltre a rappresentare una violazione dei diritti dei cittadini.

  • In un articolo pubblicato in gennaio sul sito francese Cogiito.com, considerato inaffidabile da NewsGuard, si legge: “le mascherine N95 sono INUTILI, il coronavirus entra nel corpo attraverso i bulbi oculari”.
  • In febbraio un sito tedesco considerato inaffidabile da NewsGuard, Politaia.orgha scritto che “la funzione protettiva delle mascherine non è solo controversa, ma è stata praticamente respinta”. 
  • In Italia, diversi siti di disinformazione hanno diffuso la falsa notizia che le mascherine sono peggiori della pandemia stessa. Molti di questi siti citano il ricercatore Stefano Montanari, il cui sito personale, ritenuto inaffidabile da NewsGuard, ha pubblicato informazioni false sulla pandemia.
  • Gli account di QAnon sui social media sia in Italia sia in Francia hanno incoraggiato i loro follower alla ‘disobbedienza civile’, invitandoli a non indossare le mascherine.

L’ideologia no-mask è stata ripresa anche da varie correnti politiche.

  • Un articolo pubblicato a luglio sul sito francese di estrema destra RiposteLaique.com, considerato inaffidabile da NewsGuard, ha utilizzato tesi  xenofobe per opporsi all’uso delle mascherine. “Alcune persone stanno cercando di convincere i francesi idioti che è necessario indossare una mascherina per andare a fare la spesa, proprio come cercano di spiegare che l’immigrazione è ancora un’opportunità per la Francia”, si legge sul sito.
  • In maggio la deputata italiana Sara Cunial – ex Movimento Cinque Stelle, ora gruppo misto – ha pubblicato su Facebook un post nel quale sostiene che indossando la mascherina si rischia l’infarto.
  • A luglio, il leader della Lega Matteo Salvini si è rifiutato di indossare la mascherina durante un incontro in senato. Pochi giorni dopo, in un’intervista a SkyTg24 ha invece affermato che: “La mascherina quando è necessario si mette”.

Perché dovremmo preoccuparcene: le teorie pseudoscientifiche dei no-mask, inizialmente pubblicate in una serie di siti europei di disinformazione, hanno rapidamente preso piede tra chi sostiene teorie del complotto. Ora le stesse teorie hanno trovato seguito tra attivisti politici che ne hanno fatto una battaglia per la libertà. Sembra essere un messaggio persuasivo che non mostra segni di rallentamento.


Ricevi il Misinformation Monitor nella tua posta in arrivo

NewsGuard si impegna nel combattere la disinformazione attraverso l’uso dell’intelligenza umana, valutando l’affidabilità dei siti di notizie. Le nostre analisi, compilate sulla base di nove criteri giornalistici ampiamente riconosciuti, offrono ai lettori uno strumento per capire ciò che leggono online grazie ai punteggi (da 0 a 100) assegnati ai siti, e grazie alle icone verdi (per i siti generalmente affidabili) e rosse (per i siti generalmente non affidabili). Usa questo form per leggere la newsletter nel tuo browser e iscriviti.

  • Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.

Le risposte al quiz

1. (c) Il leader della Lega Matteo Salvini si è rifiutato di indossare la mascherina durante un evento in senato il mese scorso. Pochi giorni dopo ha esortato gli italiani a indossare la mascherina “quando è necessario”.

2. (a) Il repubblicano Michael Schraa ha condiviso un articolo di SOTT.net che affermava falsamente che le mascherine sono inefficaci.

3. (a) En-volve.com, un sito di notizie fondato nel 2016 per sostenere la campagna del presidente Trump, ha pubblicato un articolonell’estate del 2019 – all’inizio delle primarie presidenziali democratiche – affermando che il “certificato di nascita di Kamala Harris la rende ineleggibile per la presidenza”.


Nel frattempo negli Stati Uniti…

Falsi siti di notizie locali vengono creati per fare propaganda politica tra gli elettori. Nuovi dati dimostrano che la strategia funziona.

L’engagement sui social media degli articoli di Arizona Mirror, Alpha News e Tennessee Star è stato superiore nella prima metà del 2020 rispetto a tutto il 2019. Per Up North News, lanciato a dicembre, l’engagement è aumentato notevolmente tra gennaio e giugno. (NewsGuard tramite dati NewsWhip)

Centinaia di siti che si presentano come nuove testate giornalistiche locali, sono in realtà finanziati da soggetti con interessi politici ben precisi, e hanno l’obiettivo di raggiungere gli elettori spacciandosi per portali di notizie locali. Un nuovo studio di NewsGuard ha esaminato quattro di questi siti: i progressisti Arizona Mirror e Up North News (Wisconsin), e i conservatori Tennessee Star e Alpha News (Minnesota). Da quanto emerso nello studio di NewsGuard, la strategia di questi siti sembrerebbe funzionare.

Tutti i siti analizzati hanno guadagnato popolarità nel 2020. Arizona Mirror, Alpha News e Tennessee Star hanno avuto un maggiore engagement sui social media (like, condivisioni e commenti su Facebook, Twitter e Pinterest) nella prima metà del 2020 rispetto all’intero 2019. Up North News non esisteva fino a dicembre, ma da gennaio a giugno l’engagement dei suoi articoli è decuplicato. (NewsGuard ha raccolto questi dati da Newswhip e CrowdTangle, due strumenti di analisi dei social media).

Chi legge gli articoli di questi siti? Gli articoli dei quattro siti, tutti finanziati politicamente, sono spesso condivisi da esponenti politici su Facebook facendo da traino alla campagna elettorale dei vari candidati.

  • Tricia Zunker, membro del consiglio nel Wisconsin e candidata al Congresso democraticoha condiviso un articolo di Up North News che ha criticato il suo avversario repubblicano per le sue posizioni sulla pandemia di coronavirus. Up North News fa parte della rete Courier Newsroom, un gruppo di siti di sinistra che utilizza gli ad di Facebook per far circolare tra gli elettori articoli a favore dei democratici. Il sito è finanziato dall’organizzazione no profit progressista Acronym.
  • Jason Lewis, un ex membro del Congresso del Minnesota, in corsa per sostituire la senatrice democratica degli Stati Uniti Tina Smithha condiviso numerosi articoli di Alpha News che criticano i democratici e le loro politiche progressiste in Minnesota. Alpha News non ha reso noto di essere stata fondata dal direttore del Minnesota Freedom Club, un importante gruppo a sostegno dei conservatori.
  • Mark Kelly, l’ex astronauta e democratico in corsa per il Senato degli Stati Uniti in Arizonaha condiviso diversi articoli di Arizona Mirror sull’immigrazione e su altre questioni al centro della sua campagna elettorale. AZMirror.com fa parte di States Newsroom, una rete di siti legati all’Hopewell Fund, organizzazione no profit progressista.
  • La senatrice degli Stati Uniti Marsha Blackburn, repubblicana del Tennesseeha condiviso un articolo del Tennessee Star che citava un suo intervento nel quale le recenti proteste di Black Lives Matter venivano collegate a un aumento dei casi di COVID-19. Tennessee Star è stato creato da ex attivisti del Tea Party.

Perché dovremmo preoccuparcene: l’uso di questi siti è una strategia nuova e difficilmente percepibile dai lettori per raggiungere gli elettori in un momento in cui il controllo delle fake news è ai massimi storici. Elettori e social media stanno iniziando a prenderne atto: all’inizio di questo mese Facebook ha annunciato nuove politiche contro questi siti. È chiaro però che questi nuovi siti ​​stanno avendo un forte impatto e stanno riempiendo il vuoto lasciato dalla chiusura di molte fonti autentiche di notizie locali.


Inviaci le tue domande o le tue idee.

Clicca qui per leggere questa newsletter in inglese.


Scarica NewsGuard

Installa il nostro plugin per vedere sul browser del tuo computer le icone di NewsGuard nei risultati dei motori di ricerca e nei feed di Facebook, Twitter e LinkedIn. Scarica la nostra nuova app mobile, disponibile per iOS e Android.