Misinformation Monitor: Giugno 2020

Bentornato sul Misinformation Monitor di NewsGuard, una newsletter che parla di disinformazione con dati esclusivi provenienti da cinque paesi.
A cura di Gabby Deutch
Tradotto da Virginia Padovese


The big story… Un vaccino contro il COVID-19 non esiste ancora, ma online i no vax già lo condannano


Prima di iniziare con le notizie facciamo un quiz:

1. Quale scrittore ha condiviso sul proprio sito un video di 3 ore del complottista britannico David Icke, rimosso da Facebook per aver pubblicato “disinformazione sulla salute potenzialmente pericolosa”?
a) J.K. Rowling, scrittrice britannica, autrice dei romanzi di Harry Potter
b) Alice Walker, scrittrice e attivista statunitense, autrice del romanzo Il colore viola
c) Dacia Maraini, scrittrice e poetessa italiana 
d) Haruki Murakami, scrittore giapponese, autore di 1Q84

2. Quale sito italiano ha pubblicato un articolo in cui promuove una falsa correlazione tra persone vaccinate contro l’influenza e casi positivi di COVID-19?
a) MaurizioBlondet.it
b) MedicalFacts.it
c) FanPage.it
d) IlPrimatoNazionale.it

3. Quale paese ha la percentuale più alta di persone che non credono che i vaccini siano sicuri?
a) Stati Uniti
b) Russia
c) Francia
d) Cina

Troverai le risposte al quiz alla fine della prima sezione.


Il vaccino contro il COVID-19 non esiste ancora e i no vax già dicono che non funzionerà

Mentre i ricercatori stanno facendo progressi nella ricerca di un vaccino contro il coronavirus, chi si oppone alle vaccinazioni già sostiene che il futuro vaccino sarà inefficace e pericoloso. Robert F. Kennedy Jr, nipote di John F. Kennedy, notoriamente scettico verso i vaccini, ha dichiarato a NewsGuard in un’intervista: “Se creeranno veramente un vaccino che fa quello che la gente pensa, quello che i sostenitori dei vaccini dicono che farà, saremo tutti a favore”.
La sua organizzazione, Children’s Health Defense, dice la stessa cosa per tutti i vaccini: se venissero testati in un modo migliore, l’organizzazione sarebbe a favore delle vaccinazioni. Per ora il gruppo non è a favore di alcun vaccino.

  • Il motivo? Children’s Health Defense afferma erroneamente che la sicurezza dei vaccini non viene testata. In realtà i test sui vaccini hanno in genere tre fasi, e nella fase III – che mette a confronto vaccini e placebo su migliaia di persone – i vaccini vengono “testati in termini di efficacia e sicurezza”, secondo i Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti.
  • “Nella fase III, studieranno solo l’efficacia e non la sicurezza”, ha ribadito Kennedy a NewsGuard. Ma si tratta di un’affermazione falsa. Nessuno dei vaccini oggi disponibili per i bambini “è mai stato testato sulla sicurezza in relazione al placebo”, ha aggiunto Kennedy, con un’altra affermazione falsa.
  • “Indicami un vaccino che è stato testato sulla sicurezza, che è stato testato in relazione al placebo e che… dovrebbe evitare più danni di quanti ne causa – dovrebbe essere uno standard giusto, credo, semplice…”, ha detto Kennedy. Con queste parole ha indicato proprio gli standard utilizzati dalla Food and Drug Administration per testare e approvare i vaccini.

In Francia, diversi siti non affidabili hanno scritto che un vaccino ucciderebbe più persone di quante ne ucciderebbe il COVID-19 – ad esempio riportando un virgolettato ingannevole attribuito a Bill Gates, o dando spazio alle affermazioni complottiste del video Plandemic. 

In Italia, Germania e Francia sono state pubblicate affermazioni false secondo cui le persone che avevano fatto il vaccino antinfluenzale erano a maggior rischio di contrarre il COVID-19, in totale carenza di prove scientifiche a sostegno di tale affermazione.

  • Negli ultimi anni tutti e tre i paesi, con l’aumento dello scetticismo sui vaccini hanno aumentato il numero di vaccinazioni obbligatorie. Dal primo marzo la Germania ha richiesto la vaccinazione obbligatoria contro il morbillo per i bambini di asilo e scuola elementare, proprio mentre il coronavirus si stava diffondendo in Europa. Secondo quanto riportato da Taggesschau, un gruppo di genitori ha intentato causa contro la decisione, spiegando di “non opporsi alle vaccinazioni in sé, ma piuttosto alla obbligatorietà della legge”. La loro reazione potrebbe essere un’avvisaglia di quello che potrebbe succedere ora che i governi lavorano per capire come fare in modo che milioni di persone ricevano il futuro vaccino contro il COVID-19. 

I dati mostrano che un gran numero di persone sostiene di non volersi vaccinare contro il COVID-19, quando un vaccino sarà disponibile.

Perché dovremmo preoccuparcene: mentre la pandemia si evolve e le nostre vite cambiano di conseguenza, anche le informazioni false e fuorvianti legate al virus si stanno trasformando ed evolvendo. Sulla base dei numeri emersi in questi sondaggi, le persone sorprendentemente continuano a credere ad affermazioni false, nonostante la totale mancanza di prove.


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Le risposte al quiz

1. (b) Alice Walker, autrice del romanzo Il colore viola e vincitrice del premio Pulitzer, ha pubblicato un video di David Icke che riporta teorie del complotto collegando la pandemia agli ebrei, come riportato da Le Monde.

2. (a) MaurizioBlondet.it, un sito considerato inaffidabile da NewsGuard, in un articolo del 19 marzo ha erroneamente affermato che il vaccino antinfluenzale aumenta del 36% il rischio di contrarre il coronavirus, interpretando in modo sbagliato i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Vaccine nel gennaio 2020. Secondo articoli pubblicati nel 2020 da USA TodayHealthFeedback.org, e LeadStories.com non ci sono prove né che il vaccino antinfluenzale protegga dal virus del COVID-19, né che aumenti il rischio di contrarlo.

 3. (c) La Francia ha la più alta percentuale al mondo di persone che non credono che i vaccini siano sicuri. Secondo un sondaggio del giugno 2018 condotto da Gallup e finanziato dalla ONG britannica Wellcome infatti un francese su tre ritiene i vaccini non sicuri.


In Europa siti inaffidabili sostengono che vari governi, nel tentativo di fermare il COVID-19, stiano compromettendo la privacy e la libertà dei cittadini

Sia gli Stati Uniti che i paesi europei sono passati dal lockdown alle varie fasi di riapertura. Anche le teorie del complotto hanno quindi iniziato a modificarsi, spostandosi dalla malattia stessa ad altri aspetti della pandemia.

In Francia e in Italia, i siti di disinformazione hanno pubblicato teorie complottiste sulle app di tracciamento dei contatti per monitorare la diffusione del virus, sostenendo che tali app di tracciamento – a loro detta pericolose – verrebbero scaricate automaticamente sugli smartphone dei cittadini senza la loro autorizzazione, invadendo la loro privacy.

Questa affermazione è falsa e ha creato confusione sul funzionamento del servizio creato da Apple e Google che avrebbe consentito ai governi di accedere ai dati Bluetooth dagli smartphone dei cittadini per realizzare le loro app di tracciamento. In realtà i governi possono accedere ai dati Bluetooth delle persone solo con il loro esplicito consenso, nel momento in cui decidono di scaricare le app.

  • In FranciaLumiereSurGaia.com, sito che ha pubblicato affermazioni false sul coronavirus e su argomenti come gli UFO e l’ambiente, è stato il primo a pubblicare questa bufala. Il sito ha anche fornito una guida per disinstallare l’app, quando l’app stessa non era ancora disponibile.
    • Queste affermazioni sono state poi ripubblicate da ReseauInternational.net e WikiStrike.com. Questi tre sono tra i siti di disinformazione più seguiti in Francia.
    • Per tutti e tre i siti, l’articolo su come disinstallare l’app di tracciamento dei contatti è stato quello che ha ottenuto il maggior engagement nell’ultimo mese (like, commenti e condivisioni) sui social media rispetto a qualsiasi altro articolo, secondo i dati della piattaforma di analisi dei social NewsWhip.
    • Il conservatore Alain Houpert, del partito Les Républicains, ha condiviso su Twitter l’articolo di WikiStrike con i suoi 19.000 follower, con un tweet che è stato successivamente cancellato. Houpert ha infatti precisato su Twitter di aver poi appreso che le informazioni contenute nell’articolo di WikiStrike erano false.
    • Reality check: l’app francese StopCovid non ha nemmeno utilizzato lo strumento di Google e Apple perché il governo francese ha preferito creare un’app interamente da zero.
  • Il Italia il 26 aprile il sito ViralMagazine.it, considerato inaffidabile da NewsGuard, ha pubblicato una notizia falsa sull’app usata dal governo italiano. “La Cina ha creato prima in laboratorio il coronavirus e l’ha diffuso nel mondo” ha scritto il sito, facendo riferimento a una delle teorie del complotto più diffusa sul virus “e adesso ha creato l’app Immuni e il Governo vuole farcela installare”. ViralMagazine.it ha cancellato l’articolo in seguito alla pubblicazione di un report di NewsGuard che ha evidenziava le informazioni false e fuorvianti pubblicate dal sito. In realtà l’app Immuni è stata creata da Bending Spoon, un’azienda con sede a Milano. Solo il 2% delle azioni della società sono di proprietà di NUO Capital — fondo gestito da italiani che opera con capitali cinesi.
  • Sempre in Italia, in maggio, ByoBlu.com, sito considerato inaffidabile da NewsGuard, ha affermato in un video che Google aveva installato automaticamente il servizio di tracciamento sugli smartphone a insaputa degli utenti. Quest’affermazione è falsa: contrariamente a quanto affermato nel video, questo servizio di Google, deve essere attivato dagli utenti sui propri dispositivi attraverso l’installazione dell’app Immuni. E anche se il governo italiano raccomanda vivamente l’uso dell’app Immuni, i cittadini non sono obbligati a scaricarla.

Perché dovremmo preoccuparcene: nonostante queste teorie del complotto, oltre 500.000 italiani hanno scaricato l’app Immuni nelle prime 24 ore in cui l’app era disponibile e oltre 1,4 milioni di francesi hanno scaricato l’app StopCovid in Francia durante la prima settimana. Le persone scaricano volontariamente le app per rallentare la diffusione del virus, ma i paesi hanno bisogno di milioni di download in più affinché questi servizi siano efficaci.


Da quando il movimento Black Lives Matter si è diffuso nel 2014, i siti di disinformazione collegano George Soros ai manifestanti

La popolarità del termine “manifestanti pagati” nelle ricerche di Google nel corso del tempo. I picchi includono: marzo 2016, quando un annuncio satirico su Craigslist affermava che i manifestanti avrebbero potuto essere stati pagati per protestare contro l’allora candidato alla presidenza degli Stati Uniti Donald Trump; novembre 2016, le elezioni presidenziali; e infine maggio 2020, le proteste contro il razzismo e la violenza della polizia, dopo la morte di George Floyd. (Google Trends / NewsGuard)

Le proteste contro la brutalità della polizia si sono diffuse negli Stati Uniti, e con esse si è diffusa anche una narrativa che aveva lo scopo di screditarle.

Parlare di “manifestanti pagati” significa presentare le manifestazioni di disapprovazione o dissenso come non autentiche, sostenendo che i partecipanti non sono motivati da scelte morali o ideologiche, ma agiscono sulla base di ragioni economiche o in mala fede.

Niente di nuovo. L’ultima versione in cui è apparso questo tema, mostra semplicemente come la narrativa si sia evoluta negli ultimi anni, incorporando notizie false che si sono viste in passato su proteste e disordini civili. Abbiamo tracciato l’evoluzione di queste notizie false, spesso pubblicate da siti considerati inaffidabili da NewsGuard.

Agosto 2014: si verificano proteste a Ferguson, Missouri, in seguito all’uccisione di Michael Brown da parte della polizia 

Con la crescita del movimento Black Lives Matter, George Soros è stato accusato di avere finanziato i rivoltosi di Ferguson e l’intero movimento, con 33 milioni di dollari. La sua Open Society Foundation aveva donato denaro a diverse organizzazioni di Ferguson, molte delle quali avevano ricevuto finanziamenti prima che iniziassero le proteste, e non per lo scopo esplicito di protestare

Siti che pubblicano disinformazione, come il sito YourNewsWire.com (considerato inaffidabile da NewsGuard e ora conosciuto come News Punch) hanno continuato a dichiarare per anni che il movimento “è stato creato da George Soros”. 

Gennaio 2017: manifestazioni femminili si svolgono in tutti gli Stati Uniti in risposta al giuramento del presidente Donald Trump.

George Soros è accusato di finanziare le proteste, viste le donazioni fatte in passato a organizzazioni coinvolte in manifestazioni femminili, come Planned Parenthood.

Un blog conservatore considerato inaffidabile da NewsGuard ha scritto: “i media progressisti e gli esperti democratici stanno descrivendo erroneamente le manifestazioni dello scorso fine settimana come nate dal basso. I partecipanti apparivano come cittadini sinceri, spontanei e preoccupati. Ma mentre alcuni di loro erano autentici, la maggior parte erano invece pagati”.

Agosto 2017: la manifestazione Unite the Right, organizzata dei suprematisti bianchi, si svolge a Charlottesville, in Virginia.

Siti inaffidabili hanno messo in dubbio l’autenticità della contro-protesta. ZeroHedge.com, sito considerato inaffidabile da NewsGuard, ha indicato un annuncio di Craigslist per “Crowds for Hire” come prova dell’inautenticità dell’evento. L’annuncio era in realtà un annuncio per ingaggiare attori e fotografi a Charlotte in Carolina del Nord, non a Charlottesville in Virginia.

Febbraio 2018: la sparatoria alla Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, in Florida, ha risvegliato l’attivismo degli studenti di tutto il paese per il controllo delle armi.

False accuse definivano gli studenti di Parkland dei finti studenti della scuola, in realtà interpretati da “attori” assunti – probabilmente dai democratici – per utilizzare l’evento allo scopo di promuovere un’agenda contro le armi. Alex Jones di InfoWars in precedenza aveva fatto affermazioni simili in relazione alla sparatoria di Sandy Hook nel 2012.

George Soros è stato collegato, con scarse prove, anche a questi eventi. David A. Clarke, ex sceriffo di Milwaukee e opinionista conservatore, ha twittato: “Lo sforzo ORGANIZZATO degli studenti della Florida che richiedono il controllo delle armi ha le chiare impronte digitali di GEORGE SOROS”.

Ottobre 2018: gruppi di migranti centroamericani si avvicinano al confine degli Stati Uniti in cerca di asilo.

Anche in assenza di una protesta, chi pubblica disinformazione tira in ballo George Soros e sostiene che finanzi i migranti, accusati – senza prove – di essere una minaccia per gli Stati Uniti. Siti considerati inaffidabili da NewsGuard, come PacificPundit.com e PuppetStringNews.com hanno pubblicato tale affermazione presentandola come un dato di fatto, nonostante la smentita da parte della Open Society Foundation di Soros.

Maggio e giugno 2020: proteste contro la brutalità della polizia si registrano in tutto il paese dopo l’uccisione di George Floyd

Post su Facebook accusano falsamente George Floyd di essere un attore e sostengono che in realtà l’uomo non è morto e ha addirittura partecipato al suo stesso funerale.

Il sito The Conservative Treehouse, considerato inaffidabile da NewsGuard, è stato il primo a pubblicare una teoria del complotto secondo cui un uomo di 75 anni di Buffalo, New York, gravemente ferito quando la polizia lo ha spinto a terra, non era un autentico manifestante, ma un membro del movimento antifa. Il sito Natural News, noto per pubblicare disinformazione, ha accusato falsamente l’uomo di essere un “attore”. Il presidente Trump ha amplificato le accuse su Twitter dopo aver visto un servizio su questo fatto su One America News, canale conservatore che promuove teorie del complotto.

L’opinionista conservatrice Candace Owens, riferendosi ai manifestanti di Minneapolis, ha twittato: “Il democratico George Soros ha questi criminali sul libro paga”.


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