Misinformation Monitor: Marzo 2020

Bentornato sul Misinformation Monitor di NewsGuard, una newsletter che parla di disinformazione con dati esclusivi provenienti da cinque paesi.

A cura di Gabby Deutch
Tradotta da Virginia Padovese

The Big Story… Oltre 132 siti hanno pubblicato notizie fuorvianti e teorie del complotto sul coronavirus


Ma prima di iniziare, facciamo un quiz:

1. Qual è la teoria del complotto sul coronavirus che è circolata maggiormente in Italia, Germania, Francia, Regno Unito e Stati Uniti?

a. Bill Gates ha prodotto il coronavirus.
b. Il coronavirus è un’arma biologica sviluppata in un laboratorio cinese a Wuhan.
c. In realtà non si tratta di un coronavirus, ma di un effetto della tecnologia wireless 5G, che causa sintomi simil-influenzali.
d. I migranti hanno portato il coronavirus in Italia dall’Africa, causandone la diffusione in Europa.

2. Quale di questi siti pubblica informazioni scientifiche e sulla salute valide e fondate?

a. Science.news
b. ClimateScienceNews.com
c. ScienceNews.org
d. Pandemic.news

3. Quale di queste cure per combattere il coronavirus, ampiamente condivise online, è reale?

a. Argento colloidale
b. MMS (una soluzione simile alla candeggina)
c. Vitamina C
d. Nessuna delle precedenti

Troverai le risposte alla fine della prima notizia.


Come un sito indiano di bufale può creare una teoria del complotto che raggiunge milioni di persone

La pagina Facebook di Red State Watcher, sito che ha pubblicato una teoria del complotto sul coronavirus apparsa per la prima volta su un sito indiano poco conosciuto. La pagina ha oltre 4 milioni di follower ed è vista come una piattaforma per i sostenitori del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. (Facebook/NewsGuard)

Tu e milioni di altre persone potreste esservi imbattuti in una delle teorie del complotto sulla diffusione del coronavirus. Ma com’è iniziata la sua diffusione?

➔  I siti inaffidabili molto seguiti non agiscono da soli: spesso riprendono notizie false pubblicate da siti più piccoli e meno conosciuti.

➔  In questo modo le notizie false iniziano a circolare su altri siti inaffidabili. E risalire alla fonte diventa quasi impossibile.

NewsGuard ha ricostruito il percorso e la diffusione di una delle bufale sul coronavirus comparsa su GreatGameIndia.com, un sito indiano che si autodefinisce “Rivista di geopolitica e relazioni internazionali” e pubblica teorie del complotto su argomenti che vanno dalla politica indiana alla tragedia del volo della Malaysian Airlines in Ucraina nel 2014. Il sito non ha quasi alcun engagement (like, condivisioni o commenti) sui social media. Eppure una delle sue storie si è fatta strada su un sito politico statunitense molto conosciuto. Come?

➔  Il 26 gennaio, GreatGameIndia.com ha pubblicato un articolo intitolato “Coronavirus, arma biologica – In che modo la Cina ha rubato il coronavirus dal Canada e lo ha trasformato in arma biologica”. Secondo l’articolo, due spie cinesi avrebbero sottratto il virus da un laboratorio di Winnipeg, in Canada, portandolo in un laboratorio militare di Wuhan, dove è poi uscito iniziando a infettare la popolazione. Questa non è l’unica teoria del complotto sul coronavirus pubblicata da Great Game India (un’altra, per esempio, sostiene che il virus sia in qualche modo collegato all’AIDS), ma questa è stata ripresa da altri siti. Secondo NewsWhip, una piattaforma di analisi dei social media, nel periodo di tempo tra la data di pubblicazione e il 19 marzo, l’articolo ha ricevuto un engagement molto basso: solo 1.600 interazioni sui social media.

➔ Ma ZeroHedge, un blog politico e finanziario statunitense che ha diffuso diverse teorie del complotto, ha ripubblicato l’articolo di Great Game India il giorno dopo che il sito indiano aveva diffuso la falsa informazione.

  • ZeroHedge, invece di copiare l’articolo alla lettera, ha aggiunto un punto di domanda. Il titolo era: “La Cina ha sottratto il coronavirus dal Canada e lo ha trasformato in arma biologica?”. Il post su ZeroHedge – tra i primi 900 siti statunitensi in termini di traffico – ha ricevuto oltre 24.500 interazioni sui social media dal giorno della sua pubblicazione.

Lo stesso giorno, RedStateWatcher.com, un sito conservatore che non offre informazioni sulla sua proprietà e sulla sua leadership editoriale, e che ripubblica regolarmente notizie false, ha ripreso il post di ZeroHedge. 

RedStateWatcher è tra i 150 siti più popolari negli Stati Uniti. La sua pagina Facebook – @DonaldTrump4President, che non specifica se è affiliata alla campagna di rielezione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump – ha più di 4.200.000 follower, ma NewsGuard non ha trovato l’articolo su questa bufala del coronavirus condiviso sulla pagina Facebook.

Perché dovremmo preoccuparcene: una storia che ha avuto origine su un sito indiano poco conosciuto – e che è stata smentita da PolitiFact, FactCheck.org e dalla Canadian Broadcasting Corp. – è stata letta e condivisa da decine di migliaia di persone perché le fonti di notizie inaffidabili si seguono e si ripubblicano regolarmente a vicenda, senza nessuna attenzione alla realtà dei fatti. Quello che emerge è la facilità con cui la disinformazione può diffondersi in modo rapido e capillare anche partendo da un piccolo gruppo di siti inaffidabili che condividono le loro affermazioni sui social media. In altre parole, i social media sono un moltiplicatore della forza di disinformazione, ha scritto su Wired la corrispondente da Washington di NewsGuard Gabby Deutch.


NewsGuard cerca di combattere la disinformazione con l’intelligenza umana, valutando l’affidabilità dei siti di notizie. Le nostre analisi, scritte sulla base di nove criteri giornalistici ampiamente riconosciuti, offrono ai lettori un contesto per capire ciò che leggono online grazie ai punteggi (da 0 a 100) assegnati ai siti, e grazie alle icone verdi (per i siti generalmente affidabili) e rosse (per i siti generalmente non affidabili).

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LE RISPOSTE AL QUIZ:

1. (b) La teoria del complotto secondo cui il coronavirus è un’arma biologica sviluppata in un laboratorio militare a Wuhan è stata la più diffusa in tutti e cinque i paesi.

2. (c) ScienceNews.org è affiliato alla rivista Science News e rispetta tutti i criteri di credibilità e trasparenza di NewsGuard. Gli altri domini si trovano tutti nella rete NaturalNews.com, e hanno un rating rosso, ovvero sono inaffidabili.

3. (d) Nessuna di queste “cure” può trattare o prevenire il coronavirus. L’argento colloidale può danneggiare e scolorire in modo permanente la pelle. La FDA afferma che nessuna ricerca dimostra che l’MMS (un tipo di candeggina) sia “sicuro o efficace nel trattamento di alcuna malattia”. La vitamina C è un nutriente utile ma inefficace nella cura del coronavirus o di qualsiasi altra malattia.


Come si guadagna con la disinformazione: la strategia di un sito di bufale sulla salute

InfoWars ha approfittato della paura dei consumatori di non avere accesso a generi alimentari durante la quarantena per il coronavirus. (InfoWars/NewsGuard)

Il Centro di monitoraggio della disinformazione sul coronavirus di NewsGuard ha rilevato 132 siti, l’82% dei quali erano già stati identificati come inaffidabili prima dell’epidemia di coronavirus, che pubblicano false informazioni sul coronavirus. Cosa ci guadagnano? Soldi.

Otto siti statunitensi (inclusa la rete NaturalNews.com, che ha 54 domini) stanno promuovendo e vendendo i propri prodotti come cure o rimedi per il coronavirus.

  • Il sito InfoWars di Alex Jones approfitta della paura della gente con una pubblicità con la frase “ALTRI SONO COMPLETAMENTE ESAURITI!” e offre una fornitura di 4 settimane di “Patriot Food Supply”. Questo, e tutti i finti prodotti sanitari di Jones, incluso l’argento colloidale – argento liquido, che la FDA avverte può rovinare in modo permanente la pelle, le unghie e le gengive – sono disponibili anche su Amazon.
  • I 54 domini di NaturalNews.com (con nomi come WashingtonPosted.news e FactCheck.news) stanno pubblicando contenuti falsi e pericolosi (un articolo recente ha accusato i funzionari della Contea di Sacramento di aver tentato di diffondere la malattia) cercando di spaventare i lettori – e vendendo le mascherine “Militare-Grade” negli annunci a fianco di questi articoli.
  • NaturalHealth365.com vende deodoranti per ambienti per combattere il coronavirus. HealthImpactNews.com sta pubblicizzando l’olio di cocco in un articolo che afferma che l’olio sconfigge il coronavirus. Mercola.com sostiene che un antiossidante chiamato quercetina migliora il sistema immunitario. E si può acquistare sul sito.
  • In Italia, Germania e Francia questo tipo di marketing è meno diffuso. Questo perché, secondo il regolamento dell’Unione Europea in materia di indicazioni sulla salute, le informazioni sanitarie fornite dai rivenditori di integratori devono basarsi su dati scientifici generalmente accettati e quindi essere comprovate. Naturalmente, questi risultati scientifici non esistono ancora per gli integratori correlati al coronavirus.
Pubblicità della NRA, la più grande lobby delle armi negli Stati Uniti, e dell’AIDS Institute, un’organizzazione no profit che sostiene le persone con HIV/AIDS, sono apparse online accanto a una teoria della complotto su Red State Watcher. (RedStateWatcher.com/NewsGuard)

Anche le pubblicità di aziende e organizzazioni politiche legittime aiutano questi siti ad aumentare i loro introiti. 

  • Una notizia falsa pubblicata su TheBL.com sosteneva che il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), l’autorità sanitaria statunitense, esortasse gli americani a “semplicemente dire ‘no’ se gli amici offrivano loro il coronavirus” e conteneva un annuncio pubblicitario di Planned Parenthood. Un annuncio pubblicitario della National Rifle Association (NRA), la lobby delle armi in Usa, è apparso su una notizia falsa sul coronavirus su RedStateWatcher. Le pubblicità degli zaini Herschel hanno accompagnato un articolo con informazioni fuorvianti sull’origine del virus pubblicato su TheMindUnleashed.com.

Gli italiani sono bloccati in casa, la disinformazione sul coronavirus invece continua a circolare.

L’Italia ha il maggior numero di casi di coronavirus al di fuori della Cina e NewsGuard ha identificato informazioni false e fuorvianti relative al virus su 16 siti italiani. In Italia ci sono due principali filoni di disinformazione.

  • Come per gli altri paesi in Europa e per gli Stati Uniti, la teoria del complotto sulle origini del virus è di gran lunga la più duffusa sui siti italiani. Come riportato il mese scorso, la teoria secondo cui il virus ha avuto origine in un laboratorio militare cinese a Wuhan è stata resa popolare da Paolo Liguori, direttore del network Tgcom24.
  • Un’altra teoria del complotto – che non si è diffusa molto in altre parti d’Europa o degli Stati Uniti – collega il virus all’immigrazione ed è stata pubblicata da siti anti-immigrazione.
    • Leggilo.org ha affermato in un articolo che due migranti malati su una nave arrivata in Sicilia dall’Africa erano infettati dal coronavirus, anche se i funzionari sanitari italiani non hanno confermato tali informazioni.
    • VoxNews.info ha pubblicato un articolo insinuando che il paziente zero in Italia fosse un pakistano che lavora in un ristorante cinese a Pavia. Sebbene l’uomo sia risultato positivo al coronavirus e non abbia rispettato la quarantena, non ci sono prove che lo leghino al primo caso di coronavirus nel paese.
      • L’articolo contiene anche affermazioni contro i migranti: “A pensarci, l’ipotesi di un raider di un ristorante cinese come ‘paziente zero’ sarebbe la più sensata. Sarebbe il metodo più efficace per diffondere il coronavirus, non trovate? E’ la società moderna: pakistani e africani che consegnano cibo cinese in Italia. Mangiate italiano, idioti”.
      • Questa notizia falsa è comparsa anche su Infowars, il sito del cospirazionista statunitense Alex Jones.
  • Perché dovremmo preoccuparcene: l contagi sono aumentati esponenzialmente in Italia e in altri Paesi. Gli esperti sostengono che il coronavirus potrebbe diffondersi in modo simile anche negli Stati Uniti e, poiché sempre più persone sono colpite dal virus, ci si aspetta di vedere nuove false informazioni sull’inizio e sulla diffusione della pandemia, molte delle quali conterranno argomenti xenofobi.

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