Misinformation Monitor: Maggio 2020

Bentornato sul Misinformation Monitor di NewsGuard, una newsletter che parla di disinformazione con dati esclusivi provenienti da cinque paesi.
A cura di Gabby Deutch
Tradotto da Virginia Padovese


The big story… Negli Stati Uniti, le organizzazioni che sostengono le campagne elettorali repubblicane e democratiche usano siti che sembrano siti di notizie per diffondere la loro propaganda politica


Ma prima di iniziare con le notizie facciamo un quiz:

1. Quale sito di salute e benessere ha pubblicato disinformazione sul COVID-19?
a)
 ThePuristOnline.com, sito gestito da Cristina Cuomo, cognata del Governatore dello stato di New York Andrew Cuomo, che pubblica ricette, consigli di salute e aforismi
b) MarieClaire.com, un sito di moda che pubblica riviste in oltre 36 paesi
c) BarefootContessa.com, sito di cucina gestito da Food Network di Ina Garten
d) ShondaLand.com, un sito di cultura e spettacolo, fondato dalla produttrice e sceneggiatrice televisiva Shonda Rhimes (la produttrice della serie Grey’s Anatomy)

2. Quanti dei post di Facebook in lingua inglese, che NewsGuard ha inserito nel suo studio sui “Super-diffusori” della disinformazione sul coronavirus – pagine che diffondono disinformazione a un pubblico di oltre 100.000 utenti – sono stati segnalati come falsi da Facebook?
a) 31%
b) 42%
c) 59%
d) 76%

3. Quante delle 10 pagine Facebook in lingua italiana inserite da NewsGuard nell’elenco dei “Super-diffusori” di disinformazione legata al COVID-19 sono state rimosse da Facebook?
a) Nessuna
b) 1
c) 3
d) 9
Troverai le risposte al quiz alla fine della prima sezione.


Update elettorale: vari gruppi politici statunitensi stanno investendo in siti con nomi ingannevoli per rendere le loro argomentazioni politiche più legittime

Uno di questi siti è gestito da un super PAC democratico (organizzazioni che appoggiano un partito e che hanno la capacità di influenzare l’opinione pubblica con spot elettorali e azioni a sostegno di un candidato), e un altro è gestito dalla RGA, la Republican Governors Association (associazione che opera per il supporto e per l’elezione di candidati repubblicani). Dai nomi dei due siti è impossibile capire quale sia quello gestito dai democratici e quale quello gestito dai repubblicani.

Su FreeTelegraph.com ci sono articoli che criticano i democratici e appoggiano i governatori repubblicani, dalla loro gestione della pandemia, alle loro posizioni contro la Cina. Il sito è sponsorizzato dalla RGA, che lavora proprio per l’elezione di governatori repubblicani. 

  • Una volta cliccato un titolo, arrivati alla fine di ogni articolo, si trova una nota: “Sponsorizzato dall’Associazione dei governatori repubblicani”. Ma su Twitter, dove il Free Telegraph condivide i suoi articoli con oltre 54.000 follower, il sito è descritto solo come “il tuo sito per le ultime notizie e opinioni politiche conservatrici”, senza che venga menzionato il legame della testata con la grande organizzazione politica che la gestisce.
  • Gli articoli sono condivisi su Facebook da leader locali e statali del Partito Repubblicano. Poiché il nome Free Telegraph sembra indicare un quotidiano locale generico, il Partito Repubblicano sta dando l’impressione che le sue analisi politiche siano in realtà normali servizi giornalistici, quando invece sta sostenendo i punti di discussione della campagna elettorale repubblicana.  

American-Ledger.com è un sito ancora più oscuro. Il sito è gestito da American Bridge PAC, uno dei principali PAC democratici. American-Ledger.com specifica solo, in fondo a ogni pagina, “SPONSORIZZATO DA AB PAC”, senza spiegare cosa sia AB PAC.

  • Gli articoli di American-Ledger.com sono l’esatto opposto di quelli di FreeTelegraph.com: regolarmente critici nei confronti dei repubblicani. Fondamentalmente si tratta quasi di un centro di ricerca anti-repubblicano – e in effetti American Bridge sul suo sito afferma: “Troviamo ciò che i repubblicani nascondono e ci assicuriamo che gli elettori lo sappiano”.
  • La pagina Twitter del sito sostiene che il suo obiettivo è quello di “responsabilizzare il pubblico e portare alla luce azioni scorrette”, senza alcun riferimento ad American Bridge. Gli articoli di American Ledger sono condivisi da gruppi di attivisti di sinistra come il gruppo femminista Emily’s List e Partiti Democratici statali che non lasciano intendere in alcun modo che ciò che stanno pubblicando non è giornalismo, ma campagna elettorale.

Perché dovremmo preoccuparcene: Con la sospensione dei comizi elettorali dal vivo, i social media sono più che mai importanti per i candidati. Fate attenzione ai siti di “notizie” come questi, che sono direttamente collegati a campagne politiche.

  • I siti finanziati politicamente che si presentano come siti di notizie continuano a proliferare a livello locale. In una sfida per il Congresso in New Jersey, la candidata repubblicana Kate Gibbs ha attaccato il rappresentante democratico Andy Kim per avere condiviso articoli a supporto delle sue posizioni da Courier Newsroom, un sito gestito dall’organizzazione progressista no profit Acronym.
  • Il New Jersey Globe ha riferito che il Courier Newsroom aveva speso circa 40.000 dollari in pubblicità su Facebook per promuovere i suoi articoli a sostegno di Andy Kim.

Ricevi il Misinformation Monitor nella tua posta in arrivo

NewsGuard cerca di combattere la disinformazione con l’intelligenza umana, valutando l’affidabilità dei siti di notizie. Le nostre analisi, scritte sulla base di nove criteri giornalistici ampiamente riconosciuti, offrono ai lettori un contesto per capire ciò che leggono online grazie ai punteggi (da 0 a 100) assegnati ai siti, e grazie alle icone verdi (per i siti generalmente affidabili) e rosse (per i siti generalmente non affidabili). Usa questo form per leggere la newsletter nel tuo browser e iscriviti.

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LE RISPOSTE AL QUIZ:

  1. (a) The Purist, un sito considerato inaffidabile da NewsGuard, che ha citato bagni di candeggina e mega-dosi di vitamina C tra i possibili rimedi contro il COVID-19 e ha anche scritto che la tecnologia 5G è pericolosa per la salute.dangerous.
  2. (b) In un elenco di pagine Facebook che hanno diffuso disinformazione sul coronavirus a milioni di follower, molti post sono stati misteriosamente rimossi dopo essere stati segnalati da NewsGuard. Dei post che rimangono su Facebook, solo il 42% è indicato come falso.
  3. (c) 9 su 10 delle pagine Facebook in italiano elencate da NewGuard come “Super-diffusori” della disinformazione sul Covid-19 sono sparite meno di 24 ore dalla pubblicazione del nostro studio.

Stanchi di leggere notizie sul coronavirus, gli americani continuano comunque a consultare siti contenenti disinformazione sulla pandemia. Gli europei meno.

Con la diffusione del coronavirus in tutto il mondo, nel mese di marzo i lettori hanno iniziato a cercare continuamente informazioni e notizie sul nuovo virus. L’engagement (ovvero i like, le condivisioni e i commenti su Facebook, Twitter, Pinterest e LinkedIn) legato ad articoli sul coronavirus in tutti i siti di notizie e informazioni è aumentato del 1023% da febbraio a marzo, secondo i dati di NewsGuard e della società di analisi dei social media NewsWhip. Anche gli oltre 60 siti italiani, tedeschi e francesi identificati da NewsGuard come testate che hanno pubblicato informazioni false o fuorvianti sul virus, hanno registrato un massiccio aumento in termini di engagement sui social media: la crescita di engagement sui contenuti legati al virus è stata del 426%.

  • In aprile, invece, l’engagement delle notizie sul coronavirus è stato più basso – in calo del 18% rispetto a marzo su tutti i siti di notizie e informazioni, compresi quelli affidabili. I siti monitorati da NewsGuard che hanno pubblicato disinformazione sul COVID-19 in Europa hanno registrato un calo addirittura superiore in relazione agli articoli sul coronavirus, con il 51% di engagement in meno in aprile rispetto a marzo. 
    • I lettori stanno ancora seguendo da vicino le notizie sulla pandemia. L’87% ha riferito di leggere regolarmente le notizie sul coronavirus, secondo un rapporto di fine aprile del Pew Research Center, un’organizzazione statunitense che si occupa di sondaggi, ma il 71% degli americani ha dichiarato di aver bisogno di prendersi una pausa dalle notizie sul COVID-19.
    • Negli Stati Uniti, i siti di disinformazione medica hanno ottenuto quasi il 5% in più di engagement complessivo (su argomenti come vaccini e cancro) ad aprile rispetto a marzo. In Europa, invece, l’engagement generale di siti che avevano pubblicato contenuti falsi sul coronavirus è diminuito del 15% nel mese di aprile. Le persone in Europa e negli Stati Uniti si stanno stancando di leggere notizie sul coronavirus, ma contrariamente a quanto sta accadendo negli Stati Uniti, gli europei non sembrano sostituire la disinformazione sul COVID-19 con un’altra forma di disinformazione.

Da gennaio 2019 ad aprile 2020, l’engagement complessivo di tre siti noti per pubblicare disinformazione medica (NaturalNews.com, Mercola.com e GreenMedInfo.com) è per lo più diminuito – fino alla pandemia di coronavirus, quando è notevolmente aumentato.

Case study: NewsGuard ha monitorato l’engagement mensile (su tutti gli argomenti, non solo sul coronavirus) di tre dei siti che maggiormente pubblicano disinformazione su temi legati alla salute: NaturalNews.com, Mercola.com e GreenMedInfo.com (tutti e tre considerati inaffidabili da NewsGuard). Tutti hanno pubblicato affermazioni false e prive di fondamento sul virus, i vaccini e altre condizioni mediche. Da gennaio ad aprile, l’engagement complessivo di questi siti è aumentato del 122%, il che significa che è più che raddoppiato da quando è emerso il coronavirus.

  • Nel 2019, questi siti hanno registrato enormi cali di engagement nei social media, in parte anche a causa del blocco di Facebook e Twitter a NaturalNews.com la scorsa estate. Ma ad aprile, il loro engagement complessivo di 954.606 like, condivisioni e commenti era quasi tornato ai livelli di quello del gennaio 2019 (1.104.058).

Perché dovremmo preoccuparcene: La fiducia dei lettori nelle informazioni credibili è cruciale quando si tratta di fermare la diffusione del coronavirus. Ma la disinformazione sul COVID-19 è solo il prodotto più visibile dell’infodemia medica globale. L’analisi di NewsGuard mostra che negli Stati Uniti molte persone continuano a fare affidamento su siti di disinformazione medica aumentando la diffidenza nei confronti della medicina tradizionale, compresi i vaccini, e facendo crescere la sfiducia nelle istituzioni e nei governi che incoraggiano l’uso dei vaccini.  


False informazioni sul COVID-19 rimangono disponibili su Facebook, con pochi avvertimenti per i lettori

Il mese scorso NewsGuard ha pubblicato uno studio sulle pagine Facebook in italiano considerate “Super-diffusori” di disinformazione sul coronavirus. Si tratta di 10 pagine Facebook che condividevano contenuti da due siti considerati inaffidabili da NewsGuard, e che nel loro insieme raggiungevano un totale di oltre 5 milioni di follower.

Meno di 24 ore dopo la pubblicazione del rapporto di NewsGuard, 9 delle 10 pagine identificate sono state chiuse da Facebook. Delle 31 pagine in lingua inglese considerate da NewsGuard dei “Super-diffusori” di disinformazione invece solo una è stata rimossa dalla piattaforma (quella di David Icke, ex calciatore professionista, ora noto cospirazionista).  

  • Tutte e 10 le pagine in italiano identificate da NewsGuard attiravano ingannevolmente i lettori con nomi innocenti come “Una favola nel cuore” o “Luxury Fashion”.
  • Queste pagine all’inizio pubblicavano solo foto di animali o bambini e aforismi. Successivamente hanno iniziato a pubblicare contenuti di vario genere, tra cui politica e salute, principalmente condividendoli dai siti ViralMagazine.it e FanMagazine.it, considerati inaffidabili da NewsGuard.
  • I due proprietari di questi siti erano anche gli amministratori di alcune di queste pagine Facebook. Entrambi hanno confermato a NewsGuard di non aver ricevuto alcuna comunicazione da Facebook in merito alla decisione della piattaforma di rimuovere le loro pagine. Un pomeriggio si sono semplicemente resi conto che le loro pagine erano scomparse.

In Francia sono state individuate 12 pagine Facebook con oltre 40.000 follower ciascuna, che condividevano informazioni false sul coronavirus. Queste pagine – che vanno da quella del sito conservatore Epoch Times, fondato da membri di un gruppo spirituale perseguitato in Cina, a quella del sito cospirazionista LeLibrePenseur.org – sono seguite in totale da oltre tre milioni di persone. Al momento della pubblicazione dello studio, solo tre dei 20 post identificati da NewsGuard erano stati contrassegnati come falsi da Facebook. Dopo che NewsGuard ha contattato le persone responsabili di queste pagine per richiedere loro un commento su questi post, quattro post non erano più disponibili. Un mese dopo, sono stati rimossi solo altri due post e nessuno dei rimanenti è stato indicato come falso da Facebook.
Nella lista dei “Super-diffusori” in lingua francese, la seconda pagina per numero di follower è quella di un pastore congolese, che tre volte alla settimana pubblica sermoni video per oltre 750.000 seguaci.

  • Il 19 marzo, il pastore Marcello Tunasi ha pubblicato un sermone di 90 minuti intitolato “La verità sul CORONAVIRUS ‘COVID-19’”, che è stato visto 860.000 volte, 18 volte la quantità di visualizzazioni di un più recente sermone pubblicato a maggio.
  • Nel video, Tunasi sostiene che il virus sia un “veleno artificiale” e lascia intendere che possa essere un’arma biologica. “Dovreste sapere, fratelli miei, che alcune pandemie di questo mondo… sono test, armi che vengono testate sugli uomini… vi faranno vaccinare quando vogliono… e ci saranno molti soldi in gioco, perché i vaccini sono un affare”, conclude Tunasi.
  • I sermoni di Tunasi non sono ascoltati solo nella Repubblica Democratica del Congo. Secondo quanto riportato da Le Monde, a gennaio il pastore aveva tenuto un discorso allo Zenith di Parigi, un’arena con quasi 7.000 posti a sedere.
    • Il post in questione è ancora attivo su Facebook e ha ricevuto anche 1,3 milioni di visualizzazioni su YouTube.

NewsGuard ha pubblicato anche uno studio sui “Super-diffusori” Facebook in lingua inglese: pagine con oltre 100.000 follower che hanno condiviso informazioni false sul coronavirus. Queste pagine raggiungevano nel complesso un pubblico di oltre 21 milioni di persone. Un mese dopo, meno della metà di questi posti è stata cancellata e la maggior parte dei post ancora visibili (58%) non sono stati indicati come falsi.

  • Sembra non esserci una ragione chiara che determina quando un post viene rimosso, quando viene indicato come falso o quando rimane disponibile senza nessun avvertimento per i lettori. Un esempio: NewsGuard ha evidenziato sei post che affermano che il 5G causa il coronavirus; quattro sono stati rimossi, mentre due rimangono attivi, senza alcun avvertimento.
  • Le cose non sembrano andare meglio su Twitter. NewsGuard ha identificato 10 “Super-diffusori” in lingua inglese su Twitter che, nel loro insieme, raggiungono oltre 3 milioni di persone.
    • Due settimane dopo la pubblicazione del rapporto, quasi i due terzi dei post evidenziati da NewsGuard rimangono attivi, senza alcun avviso per gli utenti. Il 9% è stato rimosso e il 27% presenta un avviso solo quando gli utenti fanno clic sul link nel tweet.

La narrativa no-vax che mette insieme chi critica il lock-down a chi si oppone ai vaccini

Gli attivisti no-vax hanno messo in allerta su un futuro vaccino per combattere il COVID-19, sin da quando è emerso il virus. Nei loro primi discorsi sul vaccino si notavano echi della narrativa no-vax legata ad altri vaccini, ovvero l’idea che ci sia un complotto governativo per controllare i cittadini costringendoli a sottoporsi a procedure mediche apparentemente dannose contro la loro volontà, allo scopo di riempire le tasche delle case farmaceutiche. Non esistono prove a sostegno di nessuna di queste affermazioni.

  • Big Pharma, grandi profitti: i siti no-vax hanno rapidamente ipotizzato che il COVID-19 fosse un piano di “Big Pharma” e dei “globalisti” per aumentare la paura e costringere le persone a vaccinarsi, arricchendo ulteriormente persone come Bill Gates. In Europa, i discorsi dei no-vax si sono concentrati molto su Bill Gates accusandolo di costringere la popolazione mondiale a farsi vaccinare.
    • In un post del 31 gennaio su HealthNutNews.com e Mercola.com, due siti di disinformazione medica considerati inaffidabili da NewsGuard, si legge: L’isteria che viene scatenata segue un modello visto e rivisto in cui la popolazione è tenuta in uno stato di paura in modo che le compagnie farmaceutiche possano venire in soccorso con un altro farmaco o vaccino costoso (e potenzialmente obbligatorio)”.
  • “Cure” alternative: a marzo, questi siti non potevano più far finta che la pandemia non esistesse, e si sono spinti a proporre false “cure” che, a loro parere, avrebbero funzionato meglio dei vaccini.
    • NaturalNews.com in maggio ha scritto: “Un vaccino, ci viene ripetutamente detto, è l’unica possibilità, o forse un nuovo farmaco antivirale ‘di successo’, che possa curare il mondo da questo flagello e rendere tutto felice e meraviglioso ancora una volta. Nel frattempo, non viene data alcuna attenzione a cure come la vitamina C per via endovenosa (IV) ad alte dosi” (Natural News vende diverse varietà di integratori di vitamina C, anche se non per uso endovenoso).
  • Libertà individuale: un elemento chiave della narrativa no-vax è che le vaccinazioni obbligatorie violano la libertà individuale. Quando alcune persone hanno iniziato a dire che l’ordine di rimanere a casa dato dal governo per rallentare la diffusione del virus, limitava la libertà personale, i no-vax hanno cominciato a screditare ulteriormente i funzionari della sanità pubblica.
    • In aprile, NaturalHealth365.com, un altro sito considerato inaffidabile da NewsGuard gestito da Jonathan Landsman, un “esperto di salute e fitness” della Florida, ha scritto che Anthony Fauci vuole costringere gli americani a vaccinarsi: “La vita, come la conoscevamo prima, non esiste più: Anthony Fauci – il principale esperto americano in malattie infettive – ha appena dato il via libera alle procedure mediche obbligatorie?”.

Perché dovremmo preoccuparcene: Mentre i leader mondiali e gli operatori sanitari erano alle prese con virus, i no-vax hanno visto l’opportunità di diffondere le loro idee contrarie ai vaccini ai milioni di persone che vivono in un mondo che è stato irrevocabilmente cambiato dalla pandemia. Ora la sfida per le istituzioni non è solo sconfiggere il COVID-19, ma anche riconquistare la fiducia delle persone, minata dai discorsi del movimento no-vax.


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