Misinformation Monitor: June 2022

(NewsGuard)

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Quando la disinformazione è recidiva: i siti che hanno pubblicato informazioni false sul COVID-19 ora diffondono disinformazione sull’Ucraina sui social media

A cura di Alex Cadier

Quasi 100 siti identificati da NewsGuard nel 2021 per aver pubblicato disinformazione sul COVID-19 stanno ora diffondendo informazioni false sulla guerra in Ucraina sui social media. Alcuni di questi continuano a trarre profitti dalla pubblicità programmatica.

Una nuova analisi di NewsGuard rivela che 91 siti inclusi nel suo Centro di monitoraggio della disinformazione sul Coronavirus stanno ora diffondendo disinformazione anche sulla guerra in Ucraina, e per questo sono stati inseriti nel suo Centro di monitoraggio della disinformazione sul conflitto Russia-Ucraina. Di questi 91 siti, più della metà (57) sono attivi su Facebook, Twitter o YouTube.

Mentre gli account di alcuni di questi siti sono stati sospesi, dei 57 siti ancora attivi sui social media 43 sono su Twitter, 41 su Facebook e 23 su YouTube (e molti sono attivi su più di una delle piattaforme). Sugli account social di questi siti, non compaiono avvisi da parte delle piattaforme riguardo al fatto che le informazioni condivise provengono da fonti non affidabili.

Inoltre, alcuni di questi 91 siti hanno visto i propri account social venire sospesi senza una spiegazione chiara e trasparente da parte delle piattaforme. Pratiche di questo genere non aiutano gli utenti a comprendere di quali fonti di informazioni possano fidarsi.

Tra questi siti, che operano a livello globale, ci sono 31 siti in lingua inglese, 31 in lingua francese, 16 in lingua tedesca e 13 in lingua italiana.

I siti che fanno parte dei Centri di monitoraggio di NewsGuard hanno pubblicato informazioni false, tra cui almeno una delle principali bufale sul COVID-19 o sul conflitto tra Russia e Ucraina identificate e smentite da NewsGuard.

I tre siti di questa lista più seguiti sui social media (OANN.com, ZeroHedge.com e OrganicConsumer.org) hanno nel complesso un seguito di 3 milioni di follower su Twitter, 1,5 milioni di follower su Facebook e 1,47 milioni di abbonati su YouTube.

Di seguito alcuni esempi di informazioni false condivise dai siti inclusi da NewsGuard nei Centri di monitoraggio della disinformazione:

  • Il virus che causa il COVID-19 contiene “inserti simili all’HIV”, il che suggerisce che sia stato prodotto artificialmente.
  • La tecnologia 5G dei telefoni cellulari è collegata all’epidemia di Coronavirus.
  • Gli Stati Uniti stanno sviluppando armi biologiche appositamente progettate per prendere di mira persone di etnia russa.
  • Il massacro di civili a Bucha, in Ucraina, è stato una messa in scena.

Inoltre, dei 91 siti considerati, 23 continuano a ricevere entrate attraverso la pubblicità programmatica, ospitata da piattaforme pubblicitarie come Google e MGID.

Questo report di NewsGuard dimostra come i siti che traggono profitti dalla pubblicazione di disinformazione su un determinato tema spesso pubblicano disinformazione anche su altri temi, e che le informazioni false sul COVID-19 e sulla guerra tra Russia Ucraina, per quanto diverse tra loro, in molti casi coesistono.

 

Ecco come l’Occidente sta pagando la sua politica ‘anti-russa’: il racconto della TV di stato russa

A cura di Madeline Roache

Nel corso delle ultime sei settimane, NewsGuard ha monitorato e riassunto i notiziari quotidiani trasmessi da uno dei principali canali televisivi governativi russi, Channel One. Oltre all’usuale spavalderia nel raccontare il presunto eroismo dell’esercito russo e alle accuse di crimini commessi dai “neo-nazisti” ucraini, è emerso un altro tema: quanto il sostegno dell’Occidente all’Ucraina stia danneggiando i suoi stessi cittadini.

Ad esempio, durante un servizio che trattava dell’aumento della povertà in Gran Bretagna trasmesso nel maggio 2022, il canale ha affermato che “la gente comune sta pagando gli effetti della politica anti-russa”. Passando alla Germania, il canale ha riferito che i pensionati “non hanno nulla di cui vivere” a causa dell’inflazione.

In un altro servizio trasmesso alla fine di aprile, Channel One ha raccontato che ai tedeschi è stato consigliato di chiudere il frigorifero più velocemente e di far asciugare i vestiti utilizzando uno stendino piuttosto che un’asciugatrice elettrica. “E c’è persino di peggio”, ha affermato il canale, “alle persone viene chiesto di lavarsi con minore frequenza, possibilmente senza sapone e non completamente”. Le autorità europee hanno deciso che sono “pronte a rovinare” la vita dei cittadini “in nome della cosiddetta lotta contro la Russia”, ha detto Channel One.

Channel One, 19 maggio 2022 (Screenshot di NewsGuard)

Passando al tema dell’aumento dei costi del gas negli Stati Uniti, Channel One ha affermato che “nella nuova realtà della vita americana, possedere un’auto è un lusso”, aggiungendo che “si ha l’impressione che l’America sia più interessata a un possibile attacco economico nei confronti della Russia che al benessere dei suoi stessi cittadini”. Il canale ha anche riferito che “si sta verificando una situazione catastrofica con il cibo per neonati” negli Stati Uniti, dove “si continuano a inviare miliardi di dollari in rifornimenti di armi all’Ucraina”. Il servizio includeva una clip tratta da Next News, un canale YouTube americano di orientamento conservatore, in cui si riportavano le parole del presentatore: “[Il presidente Joe] Biden non ha fatto nulla per affrontare questo problema per molto tempo. Ha inviato miliardi di dollari in aiuti all’Ucraina, ma non sta lavorando per aiutare ciò che abbiamo di più prezioso: i nostri figli”.  

I servizi trasmessi da Channel One hanno anche veicolato l’idea che l’Occidente stia esacerbando i propri problemi economici e di sicurezza per via degli aiuti inviati all’Ucraina. Ad esempio, in un servizio che riguardava l’approvazione dell’11 maggio scorso di un pacchetto di aiuti per l’Ucraina da 40 miliardi di dollari da parte del Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, il canale ha riferito che “la spesa senza fine per l’Ucraina negli Stati Uniti sta soltanto alimentando ulteriormente l’inflazione e irritando gli americani a causa dell’aumento della criminalità e dei problemi economici”. Il servizio conteneva una clip che mostrava il conduttore di Fox News Tucker Carlson e riportava le sue affermazioni in merito al pacchetto da 40 miliardi di dollari: “È il doppio di quanto l’amministrazione spende per la protezione dei nostri confini. E questa è soltanto una porzione degli aiuti… La cosa più triste è che tutto ciò non è servito a costringere la Russia a lasciare l’Ucraina”.

Channel One ha anche riferito che l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli Affari Esteri, Josep Borrell, ha esortato l’Europa a stanziare più fondi per i propri bilanci di difesa e ad assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza. Secondo il servizio, Borrell “ha riconosciuto che sommergere di armi l’Ucraina ha esaurito la fornitura militare dell’UE”. Il segmento trasmesso da Channel One non ha specificato il fatto che, nelle sue considerazioni, Borrell aveva fatto riferimento allo “spietato assalto della Russia all’Ucraina”.

Channel One, 13 maggio 2022 (Screenshot di NewsGuard)

Il canale ha anche descritto in modo esagerato il livello di opposizione presente negli Stati Uniti rispetto agli aiuti forniti dal Paese all’Ucraina. In un servizio che trattava del tentativo del senatore statunitense Rand Paul di bloccare la rapida approvazione del pacchetto di aiuti da 40 miliardi di dollari per l’Ucraina il 12 maggio, Channel One ha affermato: “A Washington, i politici stanno cominciando a farsi sentire e a comprendere le possibili conseguenze dell’incontrollata fornitura di armi al regime di Kiev”. La preoccupazione principale di Paul, ha spiegato Channel One, non era “la difficile situazione in Ucraina” e “il destino degli ucraini”. “Tra i suoi argomenti principali vi è la situazione nella stessa America”.

Il servizio non ha menzionato il fatto che Paul sia stato l’unico senatore a opporsi alla rapida approvazione del disegno di legge, che ha ricevuto uno schiacciante sostegno bipartisan al Senato.

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