Special Report: QAnon e Facebook

Il boom prima del divieto: come i contenuti di QAnon si sono diffusi su Facebook

Durante l’estate del 2020, mentre la pandemia di COVID-19 si stava diffondendo in tutto il mondo, la diffusione via Facebook di post legati alla teoria del complotto di QAnon ha visto un’impennata senza precedenti.

Un nuovo report nato da una collaborazione tra NewsGuard e l’Institute for Strategic Dialogue di Londra fornisce un’analisi completa delle attività online dei seguaci di QAnon nei mesi precedenti il ban di Facebook.

Abbiamo scoperto che post con termini correlati a QAnon – come “Where We Go One We Go All” (WWG1WGA) o “pedogate” – sono apparsi su Facebook in media oltre 1.000 volte al giorno da aprile a settembre 2020. Il nostro report analizza i temi chiave di questi post, come la convergenza tra la disinformazione di QAnon e quella sul COVID-19, così come le fonti di notizie a cui si fa riferimento nei post su QAnon.

Grazie all’analisi dei siti di NewsGuard abbiamo dimostrato come i seguaci di QAnon abbiano fatto riferimento a molte fonti di notizie inaffidabili (con rating rosso), tra cui sia siti di disinformazione molto noti come The Gateway Pundit, sia altri più marginali come Humorous Mathematics. Inoltre, NewsGuard ha scoperto che i follower di QAnon hanno anche condiviso molti articoli pubblicati da fonti affidabili (con rating verde), sia per sottolineare l’attenzione dei media tradizionali, sia per distorcere informazioni accurate, come prova di un complotto del deep state.

Il report segue e conferma la precedente analisi di NewsGuard sulla portata internazionale di QAnon, con post sulla teoria del complotto in oltre 15 lingue.

Facebook ha vietato la pubblicazione di post legati a QAnon all’inizio di ottobre, ma il nostro report documenta come la teoria del complotto si sia diffusa rapidamente e abbia guadagnato un pubblico considerevole sulla piattaforma ben prima di questa azione. Inoltre, molte delle fonti di disinformazione di QAnon citate nel report sono ancora attive. Scarica qui il report integrale, oppure sfoglialo qui di seguito.