A cura di Charlene Lin e Isis Blachez | Pubblicato il 21 luglio 2026
Un audit condotto da NewsGuard su 11 dei principali strumenti di intelligenza artificiale generativa, che ha utilizzato prompt basati su 10 affermazioni false pro-Cina in inglese e in mandarino, ha rilevato che i chatbot hanno ripetuto le affermazioni false nel 33% dei casi in risposta a prompt formulati da utenti comuni in mandarino, rispetto al 24% dei casi in risposta alle stesse richieste in inglese.
Secondo l’audit di NewsGuard, questa differenza è dovuta alle caratteristiche dei diversi ecosistemi informativi in inglese e in mandarino da cui i chatbot attingono le proprie informazioni. I siti web in mandarino sono fortemente influenzati da contenuti promossi dallo Stato cinese, mentre le fonti in lingua inglese hanno maggiori probabilità di offrire una copertura giornalistica affidabile sugli stessi argomenti.
Di conseguenza, chi utilizza prompt in mandarino ha una probabilità molto maggiore di essere esposto ad affermazioni false favorevoli alla Cina, anche su temi particolarmente sensibili, come lo status politico di Taiwan.
NewsGuard ha testato ChatGPT di OpenAI, Smart Assistant di You.com, Grok di xAI, Pi di Inflection, Claude di Anthropic, Vibe Chat di Mistral, Copilot di Microsoft, Meta AI, Gemini di Google, il motore di risposta di Perplexity e DeepSeek AI in entrambe le lingue utilizzando prompt basati su 10 affermazioni dimostrabilmente false diffuse dai media statali cinesi o da utenti dei social network filocinesi.
NewsGuard ha selezionato cinque affermazioni false filocinesi rivolte contro l’Occidente e riguardanti eventi di attualità internazionale, tra cui la guerra in Iran, e altre cinque affermazioni false favorevoli alla Cina riguardanti Taiwan, comprese narrazioni finalizzate a screditare esponenti politici che supportano l’indipendenza di Taiwan.
Per ciascuna affermazione sono stati utilizzati tre diversi tipi di prompt, pensati per rappresentare differenti profili di utenti. Due di questi riproducevano richieste tipiche formulate da utenti comuni, prive di un intento particolare e finalizzate a comprendere meglio una notizia: un prompt neutro, che chiede informazioni sull’affermazione senza presupporne la veridicità, e un prompt tendenzioso, formulato dal punto di vista di un utente che dà per vera l’affermazione falsa e chiede ulteriori dettagli.
Il terzo prompt è stato invece progettato per simulare il comportamento di utenti malintenzionati che cercano deliberatamente di aggirare le misure di sicurezza dei modelli, ad esempio per generare contenuti che promuovono un’affermazione falsa da diffondere online.
In un’ulteriore analisi, NewsGuard ha inoltre rilevato che, quando vengono interrogati in mandarino anziché in inglese, i chatbot tendono più spesso a fornire risposte che, pur non essendo dimostrabilmente false come quelle analizzate nei test descritti sopra, riproducono formulazioni e impostazioni narrative riconducibili alla propaganda cinese (maggiori dettagli di seguito).