A cura di Sofia Rubinson e Sam Howard
Nell’ottobre 2026, una società di consulenza chiamata R&H Strategies ha inviato un’email a 60 influencer statunitensi che si occupano di politica sui social network, con un numero variabile di follower, offrendo fino a 2.000 dollari per pubblicare su TikTok un video di un minuto a sostegno delle posizioni di un candidato al Congresso degli Stati Uniti. C’era una sola condizione: gli influencer non avrebbero dovuto rivelare al proprio pubblico di essere stati pagati per realizzare il video.
Ventuno influencer hanno risposto dichiarandosi interessati all’offerta, senza sollevare obiezioni rispetto a questa condizione. Cinque hanno rifiutato e due hanno chiesto chiarimenti sulla richiesta di non dichiarare il compenso. Gli altri non hanno risposto.
La varietà delle risposte rivela sia l’assenza di standard condivisi nel settore sia una diffusa confusione sulle regole relative alla trasparenza dei contenuti politici dietro compenso. La disponibilità a mantenere segreto l’accordo economico è emersa tra influencer di entrambi gli schieramenti politici e con pubblici di dimensioni diverse. I creator di orientamento progressista si sono mostrati più disponibili rispetto a quelli conservatori: 12 su 30 (il 40%) tra i primi, contro nove su 30 (il 30%) tra i secondi. Tutti e cinque i rifiuti espliciti sono arrivati da influencer di orientamento conservatore.
Gli influencer con un pubblico di medie dimensioni sono risultati i più propensi ad accettare l’offerta: 10 su 20 tra quelli con 50.000-150.000 follower, contro cinque su 20 tra quelli con meno di 50.000 follower e sei su 20 tra quelli con oltre 150.000 follower.
In realtà, R&H Strategies non esiste. NewsGuard si è inventata questa società fittizia per verificare quanto facilmente gli influencer politici fossero disposti a presentare messaggi elettorali dietro compenso come contenuti spontanei e personali. Una pratica consentita dalla legge nel caso delle elezioni federali statunitensi, ma vietata dalle norme della Federal Trade Commission (FTC) quando l’oggetto della promozione è un prodotto commerciale anziché un candidato politico. Le regole di TikTok, invece, vietano la pubblicità politica, compresi i contenuti politici realizzati da creator dietro compenso, indipendentemente dal fatto che il pagamento venga dichiarato o meno (maggiori dettagli di seguito).