Lindipendente.online
Mi sarebbe piaciuto sentirmi in dovere di “difendere” giornalisticamente il mio giornale dalle analisi di uno staff di fact-checkers indipendenti e autorevoli. Ritengo infatti che sarebbe cruciale disporre di servizi di verifica credibili e imparziali per aiutare lettori e operatori dell’informazione a orientarsi nel caos informativo. Tuttavia, sono costretto a constatare, con rammarico, che nemmeno Newsguard si dimostra all’altezza del ruolo che si attribuisce.
La vostra scheda su L’Indipendente sembra concepita interamente per trovare cavilli con cui screditare un media “colpevole” di portare avanti un’agenda diversa e di affrontare temi scomodi. Già la definizione che attribuite al nostro giornale – “Un sito di notizie fondato da un ex portavoce del M5S che ha pubblicato alcune informazioni imprecise e fuorvianti, soprattutto sui vaccini contro il Covid-19” – appare faziosa e palesemente mirata a minare la nostra credibilità giornalistica. Per quale ragione, seguendo questa logica, non descrivete La Repubblica come “un giornale il cui editore è sotto indagine per truffa ai danni dello Stato e che per lungo tempo è stato diretto da un direttore sfiduciato dalla sua stessa redazione per censura”?
Venendo alle vostre accuse.
Avete classificato L’Indipendente come un sito che “non presenta le informazioni in modo responsabile”. Per sostenere tale accusa, basata su migliaia di articoli pubblicati in oltre tre anni, citate solo due episodi. Il primo riguarda una ricerca che non avremmo aggiornato alla luce di precisazioni successive fatte dagli autori. Il secondo riguarda un articolo in cui avremmo attribuito a Israele la responsabilità della strage in una scuola di Gaza senza avere prove definitive. Va notato, però, che abbiamo usato il condizionale e che, a tutt’oggi, non esistono dati certi sulla paternità di quell’episodio. Pur essendo pronto a entrare più nel merito, scelgo di astenermi: non ne vale la pena. La verità è che adottate pesi e misure del tutto diversi a seconda delle testate.
Prendiamo ancora La Repubblica come caso di confronto. Secondo voi è una testata affidabile, che “gestisce in modo responsabile” le informazioni. Eppure, proprio lì abbiamo letto fake news palesi, come “Mancano munizioni, russi all’assalto del nemico con le pale” (6 marzo 2023), e manipolazioni evidenti, come quando, per giustificare il massacro israeliano su Gaza, hanno pubblicato un’analisi di un autore deceduto due anni prima, presentandola come nuova (3 giugno scorso). Sebbene l’occhiello sia stato poi corretto, la versione originale resta reperibile sul web. Perché non c’è alcuna nota su questi episodi nella vostra scheda su La Repubblica?
Sempre riguardo alla copertura mediatica del conflitto in Palestina, che dire della presunta strage dei bambini israeliani? Titoli come “I bambini, l’orrore” (Corriere della Sera), “La strage dei bambini” (La Repubblica) e “La strage degli innocenti” (La Stampa) non sono mai stati verificati. Nessuno degli inviati stranieri ha confermato la notizia. Eppure, per Newsguard queste testate restano impeccabili.
Passando al modo in cui L’Indipendente ha trattato la fase pandemica, che nella vostra scheda è un importante focus dell’analisi. Tengo a precisare che, durante quel periodo, quello che abbiamo fatto è nient’altro che rimanere fedeli ai doveri deontologici della professione, ostinandoci a fare giornalismo anche su di un tema sul quale vi era una fortissima pressione sui media affinché si limitassero a fare comunicazione istituzionale. Le nostre pubblicazioni si sono sempre basate su un’attenta valutazione delle fonti, al punto che – probabilmente unici nel panorama mediatico italiano – ho impartito come linea editoriale quella di riportare solo le ricerche scientifiche pubblicate e già sottoposte a revisione paritaria. Abbiamo smascherato decine di bufale e lo abbiamo fatto senza mai operare a senso unico. Ad esempio, se da un lato abbiamo spiegato ai lettori come le comunicazioni di Pfizer sulla capacità dei vaccini di prevenire le infezioni fossero inconsistenti in quanto basate su fonti scientifiche limitatissime (come nei fatti tutti successivamente hanno riconosciuto), dall’altro non abbiamo esitato a pubblicare articoli come “La bufala degli 857 mila morti per ‘malori improvvisi’ secondo l’Istat e Iss”, nel quale spiegavamo che la notizia che stava ampiamente circolando sui numeri dei malori a seguito dei vaccini fosse una bufala.
In conclusione, il nostro unico obiettivo è fare buon giornalismo, in modo realmente indipendente. E proprio basandomi sull’analisi dei fatti, mi vedo in ultimo costretto a rilevare come l’intera attività di Newsguard pare orientata a difendere la “verità governativa” più che quella giornalistica, in un’operazione tesa a proteggere i media maggiormente allineati gettando discredito su quelli che non lo sono. Forse non è un caso che la vostra organizzazione abbia ricevuto un finanziamento di 749.387 dollari dal Dipartimento della Difesa USA (come riportato da usaspending.gov). La stessa istituzione che propagò, con l’eco acritica dei principali media internazionali, la bufala delle inesistenti armi di distruzione di massa in Iraq, usata per giustificare una guerra che ha causato oltre un milione di morti.
Andrea Legni
Direttore responsabile de L’Indipendente