La battaglia di NewsGuard per la libertà di espressione

A NewsGuard, riteniamo che la risposta alla diffusione di notizie e informazioni false, fuorvianti o inaffidabili online, amplificate dagli algoritmi delle piattaforme e dall’intelligenza artificiale, non sia censurare i contenuti, ma fornire agli utenti informazioni accurate che li aiutino a decidere autonomamente di chi fidarsi e a cosa credere.

Le nostre valutazioni dell’affidabilità dei siti di notizie e informazioni offrono a consumatori e aziende risorse e strumenti per scegliere quali fonti consultare o promuovere. Le nostre analisi delle affermazioni dimostrabilmente false che circolano online forniscono debunking dettagliati, così che ciascuno possa farsi un’idea autonoma su ciò che è vero e ciò che non lo è.

Alcuni editori i cui siti hanno ricevuto valutazioni negative da parte di NewsGuard, appartenenti a diverse aree politiche, ci hanno accusati di censura semplicemente per aver pubblicato le nostre analisi dei loro siti o per aver verificato affermazioni false da loro diffuse. Alcuni hanno persino fatto pressione su funzionari e agenzie governative degli Stati Uniti affinché intervenissero contro NewsGuard. Noi difendiamo il principio costituzionale della libertà di espressione e il divieto per le autorità governative di censurare il discorso pubblico. Proprio per questo, abbiamo deciso di reagire.

NewsGuard avvia una causa contro la Federal Trade Commission degli Stati Uniti per censura

NewsGuard ha recentemente presentato un ricorso presso un tribunale federale statunitense chiedendo un’ingiunzione per impedire alla Federal Trade Commission e al suo presidente, Andrew Ferguson, di portare avanti una campagna senza precedenti, durata un anno e avviata in seguito alle pressioni di Newsmax, finalizzata a utilizzare il potere governativo per impedire a NewsGuard di svolgere la propria attività giornalistica.

Per saperne di più:

Cosa dice la stampa:

NewsGuard ottiene il rigetto della causa intentata dal sito di sinistra Consortium News

Nel marzo 2025, un giudice federale ha respinto con pregiudizio una causa promossa dal sito Consortium News contro NewsGuard. Il sito contestava la valutazione negativa ricevuta e sosteneva, senza fondamento, che NewsGuard avesse agito come un braccio del governo degli Stati Uniti nel valutare Consortium News, violando così i diritti garantiti dal Primo Emendamento.

Estratti dalla decisione della giudice Katherine Polk Failla:

“In sintesi, il ricorso non contiene elementi sufficienti a dimostrare che il Governo abbia controllato il processo decisionale e le operazioni interne di NewsGuard; di conseguenza, la pretesa violazione del Primo Emendamento nei confronti di NewsGuard è infondata in diritto…”.

“La Corte ritiene che le dichiarazioni contestate costituiscano opinioni non perseguibili, che l’attore non ha plausibilmente dimostrato essere false”.

Leggi qui la decisione completa.

NewsGuard risponde a un’indagine della sottocommissione Giustizia del Senato basata sull’affermazione falsa secondo cui NewsGuard sarebbe un soggetto governativo

Nel marzo 2025, la Sottocommissione sulla Costituzione del Comitato Giustizia del Senato ha tenuto un’audizione sul cosiddetto “Censorship Industrial Complex”. In vista dell’audizione, la Commissione ha inviato una lettera a NewsGuard accusandola di censura, nonostante NewsGuard sia una società privata e non un’agenzia governativa, e nonostante svolga attività editoriale, senza bloccare o censurare i contenuti altrui.

NewsGuard ha risposto con una lettera alla Commissione.

“Siamo una società del settore privato che non riceve alcun finanziamento dal governo degli Stati Uniti, contrariamente a quanto affermato nella vostra lettera. La nostra attività consiste nel produrre contenuti, non nel limitare la libertà di espressione altrui. È quindi impossibile che possiamo violare il Primo Emendamento, come invece suggerite. Il nostro lavoro è espressione tutelata dal Primo Emendamento, e la richiesta contenuta nella vostra lettera di giustificare tale espressione costituzionalmente protetta davanti a una commissione governativa è di per sé un atto censorio. In America, nessuna organizzazione giornalistica dovrebbe essere sottoposta a un’inchiesta governativa per stabilire se abbia espresso opinioni ritenute ‘di parte’”.

Leggi qui la risposta completa di NewsGuard.