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50 affermazioni false e numeri in continuo aumento: nei primi 25 giorni di guerra, la disinformazione filo-iraniana domina il campo di battaglia online

Le affermazioni false spesso fanno ricorso all’intelligenza artificiale per amplificare la percezione della potenza militare dell’Iran.

A cura di Lea Marchl | Pubblicato il 25 marzo 2026

 

I fatti. A venticinque giorni dall’inizio della guerra con l’Iran, NewsGuard ha identificato 50 notizie false legate al conflitto che, nel complesso, hanno ottenuto centinaia di milioni di visualizzazioni, con una media di due affermazioni false al giorno.

Il contesto. Le 50 affermazioni sono state catalogate nel monitoraggio di NewsGuard dedicato alle affermazioni dimostrabilmente false diffuse online, noto come False Claim Fingerprint (o Identità Digitali delle Notizie False). NewsGuard documenta le affermazioni che raggiungono un’ampia diffusione e a cui è associato un livello di rischio elevato.

I dettagli. NewsGuard ha individuato tre tendenze principali: la gran parte delle affermazioni false finora identificate promuoveva un’agenda filo-iraniana; dopo aver sfruttato foto e video decontestualizzati, le fonti che le hanno diffuse hanno fatto sempre più ricorso a immagini generate dall’intelligenza artificiale; sempre più di frequente sono circolate affermazioni false secondo cui contenuti autentici sarebbero in realtà falsi e prodotti artificialmente.

Il 92% delle affermazioni identificate da NewsGuard promuoveva un’agenda filo-iraniana. (Grafico di NewsGuard)

I (presunti) trionfi militari dell’Iran. Come già accennato, delle 50 affermazioni false individuate da NewsGuard, la stragrande maggioranza – il 92%, cioè 46 su 50 – promuoveva narrazioni filo-iraniane.

I media statali iraniani e altre fonti filo-iraniane hanno inoltre cercato di presentare la leadership e la società israeliana come in preda al caos a causa degli attacchi con droni e missili iraniani.

  • NewsGuard ha identificato cinque casi in cui importanti politici israeliani e alcuni dei loro familiari sono stati indicati come vittime di attacchi iraniani, tra cui il primo ministro Benjamin Netanyahu, il capo del Mossad David Barnea e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. Queste affermazioni sono prive di fondamento.

Secondo un’analisi di NewsGuard, sebbene per il momento la maggior parte delle affermazioni individuate siano filo-iraniane, solo una minoranza di queste proviene direttamente dai media di Stato iraniani. Ciò potrebbe essere il risultato dei danni inflitti alla leadership e alle infrastrutture iraniane dai bombardamenti prolungati di Stati Uniti e Israele, inclusi gli attacchi contro la sede dell’emittente pubblica Islamic Republic of Iran Broadcasting. Inoltre, NewsGuard aveva già rilevato in passato che, rispetto a Russia e Cina, il regime iraniano è molto meno prolifico nella produzione di disinformazione. Le affermazioni identificate sono state piuttosto diffuse da account filo-iraniani sui social network con sede in vari Paesi e aree del mondo, tra cui Sudafrica, Regno Unito, Medio Oriente e Asia meridionale.

  • Tasnim News, ritenuta vicina al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, e l’emittente statale Press TV hanno diffuso le notizie secondo cui Netanyahu sarebbe stato ucciso in attacchi iraniani che hanno preso di mira il suo ufficio. Le due testate hanno condiviso vecchi video di un attacco di Hamas dell’ottobre 2023 alla città israeliana di Ashdod, facendola passare per Tel Aviv in macerie.

Tal Hagin, analista che si occupa di Information Warfare e docente di alfabetizzazione ai media che lavora per la società di intelligence Golden Owl, ha dichiarato a NewsGuard via email che l’ondata di affermazioni false ha due obiettivi: “Rafforzare il morale dei gruppi filo-governativi iraniani e controbilanciare il comprovato successo degli attacchi mirati israeliani e statunitensi contro diversi leader del governo iraniano”.

Hagin ha inoltre affermato che queste narrazioni “non riguardano i fatti in sé, ma l’effetto emotivo che producono”, aggiungendo: “Quando vengono smentite, l’attenzione si è già spostata sulla storia successiva, e quella precedente resta solo come memoria emotiva”.

Come già indicato, l’8% delle affermazioni false sulla guerra con l’Iran finora identificate da NewsGuard – cioè 4 su 50 – è stato invece diffuso da utenti social che promuovevano narrazioni filo-statunitensi o filo-israeliane.

  • Ad esempio, nella prima settimana di guerra, iniziata il 28 febbraio 2026, alcuni utenti dei social network hanno falsamente sostenuto che l’Iran avesse rivendicato il bombardamento di una scuola elementare femminile a Minab, nel sud del Paese, che ha causato la morte di 175 persone secondo le autorità iraniane. In realtà, le indagini preliminari indicano che sono stati gli Stati Uniti a colpire la scuola per errore, probabilmente a causa di informazioni di targeting obsolete.

Da contenuti riciclati a contenuti generati dall’IA. NewsGuard ha rilevato che durante la prima settimana del conflitto la maggior parte delle narrazioni false era sostenuta da vecchi filmati riciclati e presentati fuori contesto. Con il progredire della guerra, le fonti filo-iraniane hanno sempre più fatto ricorso a contenuti generati dall’intelligenza artificiale per amplificare i successi militari dell’Iran.

La quantità di contenuti visivi decontestualizzati e generati dall’IA identificati da NewsGuard nel tempo. (Grafico di NewsGuard)
  • Nei primi tre giorni di guerra, NewsGuard ha individuato sette contenuti visivi decontestualizzati e rilanciati da account filo-iraniani come presunta prova di successi militari sul campo. Tra questi, un video che secondo alcuni utenti mostrava un attacco iraniano a un impianto nucleare israeliano, ma in cui in realtà si vedeva un incendio avvenuto in Ucraina nel marzo 2017, e un video di un presunto attacco a un edificio della CIA a Dubai, che mostrava invece un incendio del 2015.
  • Dall’11 marzo, i contenuti generati dall’IA sono diventati predominanti, tra cui un video che mostrerebbe l’aeroporto Ben Gurion colpito da un missile ipersonico iraniano e un altro che sembrerebbe raffigurare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che viene estratto dalle macerie dopo un attacco iraniano.

Il fenomeno inverso. Se l’uso di contenuti falsi generati dall’IA è ormai una tattica consolidata, durante la guerra con l’Iran si è verificato anche il fenomeno opposto: accuse infondate di utilizzo dell’IA rivolte a contenuti che sono invece autentici.

Nelle ultime due settimane, NewsGuard ha individuato quattro casi in cui utenti sia filo- che anti-Israele hanno sostenuto che contenuti autentici fossero generati dall’IA, con l’obiettivo di rafforzare narrazioni infondate o screditare eventi reali.

  • Ad esempio, alcuni utenti filo-israeliani hanno accusato il New York Times di aver pubblicato un’immagine generata dall’IA che mostrava una grande folla a Teheran festeggiare il nuovo ayatollah Mojtaba Khamenei il 9 marzo, sostenendo che il quotidiano stesse diffondendo propaganda pro-regime. In realtà, l’immagine era autentica, come verificato da NewsGuard e confermato dallo stesso New York Times.

In sintesi. Mentre continua a monitorare le affermazioni false legate alla guerra in Iran, NewsGuard ha lanciato un Centro di monitoraggio sulla guerra in Iran del 2026 per documentare le proprie analisi. Consulta il Centro di monitoraggio qui.

Supervisionato da Sofia Rubinson ed Eric Effron.