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La Russia prende di mira l’Armenia

In vista delle prossime elezioni parlamentari in Armenia, una campagna di influenza filo-Cremlino ha prodotto 31 notizie false in una sola settimana nel tentativo di rafforzare il candidato dell’opposizione, che è favorevole a rapporti più stretti con la Russia.

A cura di Alice Lee | Pubblicato il 29 maggio 2026

 

Nel tentativo di danneggiare il primo ministro armeno Nikol Pashinyan a ridosso delle elezioni parlamentari del 7 giugno 2026, la campagna di influenza Matrioska, collegata alla Russia, ha messo in circolazione una serie di finti contenuti giornalistici che lo descrivevano come un politico violento, guerrafondaio e disonesto. A maggio, in una sola settimana, NewsGuard ha identificato 31 notizie false su Pashinyan, che è favorevole a un maggiore avvicinamento all’Occidente, costruite in modo tale da sembrare pubblicate da testate giornalistiche autorevoli.

Pashinyan, eletto nel 2018 dopo aver guidato una protesta pacifica contro il precedente governo filorusso, ha cercato di avvicinare il Paese ex sovietico all’Unione europea, arrivando anche a ospitare un vertice UE-Armenia nell’aprile 2026. Nei sondaggi è attualmente in netto vantaggio sul principale sfidante, l’imprenditore armeno-russo Samvel Karapetyan, anche se circa un quarto degli elettori rimane ancora indeciso.

Le notizie false sono state pubblicate da account anonimi su X, praticamente privi di attività precedente, nello stesso arco di tempo di pochi minuti, un elemento che fa pensare a un’operazione coordinata da profili non autentici e riconducibili alla Russia. La campagna ha accusato Pashinyan di presunti brogli elettorali, di prepararsi a un conflitto con la Russia e di aver tenuto comportamenti inappropriati con il proprio staff.

I finti contenuti giornalistici si presentavano come provenienti da 17 testate internazionali, tra cui Wired, il quotidiano britannico The Telegraph, l’emittente pubblica francese France 24 e media armeni come ArmenPress e CivilNet.

UN ATTACCO SU PIÙ FRONTI

Secondo l’analisi di NewsGuard, il 38% delle 31 notizie false individuate suggeriva che Pashinyan stesse perdendo consenso sia in patria che all’estero; il 25% lo accusava di aver orchestrato brogli elettorali o campagne di influenza a proprio favore, mentre il 12% lo presentava come intenzionato a trascinare l’Armenia in un conflitto con la Russia. Altre narrazioni false lo hanno descritto come malato di cancro e lo hanno accusato di comportamenti sessuali inappropriati o di essere impegnato a limitare la libertà di stampa, dipingendolo come un leader autoritario.

 

Principali narrazioni russe contro Pashinyan dal 19 al 26 maggio 2026

Distribuzione per tema delle notizie false diffuse da Matrioska sul primo ministro armeno Nikol Pashinyan.

Diversi video della campagna di influenza contro Pashinyan hanno utilizzato l’intelligenza artificiale per alterare contenuti reali, in modo da rendere più credibile il risultato finale. In un caso, un servizio giornalistico manipolato, pubblicato su X il 22 maggio 2026 e attribuito a Euronews, si apriva con un passaggio condotto dalla giornalista Méabh Mc Mahon. Il video includeva all’inizio un servizio autentico della serie “Europe Today” dell’emittente, per poi passare a immagini d’archivio di Pashinyan e proseguire con una voce generata dall’IA che simulava quella della giornalista, in modo da introdurre le affermazioni false in modo fluido e coerente, rafforzandone l’apparenza di autenticità.

Un video che utilizza il logo di Euronews afferma falsamente che Pashinyan avrebbe aggredito l’assistente personale della sua portavoce. (Screenshot di NewsGuard)

Nel video, la voce narrante di Mc Mahon riferisce inizialmente di un presunto “cancro aggressivo di Pashinyan”, sostenendo che, secondo alcuni oncologi, il premier avrebbe “non più di due o tre anni di vita”. Il servizio passa poi ad accuse di aggressione: “Fonti interne riferiscono anche che Nikol Pashinyan abbia aggredito l’assistente personale della sua portavoce. La vittima si starebbe attualmente nascondendo in Francia”.

Il finto servizio giornalistico attribuito a Euronews ha ottenuto 223.000 visualizzazioni su X in quattro giorni. Mc Mahon non ha risposto a una richiesta di commento inviata via email da NewsGuard il 26 maggio 2026.

Un video che si spaccia per un servizio di Politico afferma falsamente che la cantante americana Cher abbia rilasciato dichiarazioni contro Pashinyan. (Screenshot di NewsGuard)

ANCHE LA CANTANTE AMERICANA CHER VIENE COINVOLTA

Matrioska, nome ispirato alle tradizionali bambole russe a incastro, ha anche diffuso falsi servizi su celebrità di origine armena o in altro modo legate al Paese, tra cui la cantante Cher e la star televisiva Kris Jenner. In questi video servizi, che imitavano testate note come Politico, si sosteneva falsamente che le due celebrità avessero preso posizione contro Pashinyan.

Nel marzo 2026, Matrioska si è persino spacciata per NewsGuard, attribuendo al suo co-CEO Gordon Crovitz dichiarazioni fasulle su presunte operazioni di influenza filo-Pashinyan. Come riportato in precedenza da NewsGuard, Crovitz non ha mai rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’Armenia e NewsGuard non ha mai identificato operazioni di questo tipo.

Secondo un sondaggio pubblicato il 22 maggio 2026 dal think tank di Washington International Republican Institute, il partito Contratto Civile di Pashinyan sarebbe in testa rispetto ai partiti nazionalisti filorussi, con il 32% delle intenzioni di voto. Il principale partito rivale, Strong Armenia, favorevole a relazioni più strette con la Russia, è accreditato al 9%. Permane tuttavia una forte incertezza: lo stesso sondaggio rileva che il 23% degli intervistati è ancora indeciso e il 21% non ha risposto.

È chiaro che la Russia non ha rinunciato ai propri obiettivi nella regione. Secondo Antibot4Navalny, progetto anonimo che monitora la disinformazione russa, negli otto mesi che hanno preceduto il voto in Armenia, account legati alla propaganda russa hanno creato quasi 400 finti servizi giornalistici contro Pashinyan.

In precedenza, Matrioska aveva preso di mira le elezioni presidenziali statunitensi del novembre 2024, le elezioni tedesche del febbraio 2025 e le elezioni in Moldavia del settembre 2025. Durante queste ultime, la Russia aveva cercato di indebolire il partito filo-occidentale poi risultato vincitore.Tuttavia, secondo quanto rilevato da NewsGuard, nessuna di queste campagne è durata quanto quella contro l’Armenia, iniziata un anno prima dell’appuntamento elettorale. Secondo Antibot4Navalny, il giorno delle elezioni, è probabile che l’Armenia avrà superato la Moldavia e sarà diventata il principale bersaglio della disinformazione russa.

Supervisionato da Madeline Roache, Dina Contini ed Eric Effron