Misinformation Monitor: aprile 2022

Un pozzo senza fondo: il nuovo capitolo della disinformazione sulla guerra Russia-Ucraina

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Le pagine Facebook gestite dal governo cinese hanno fatto da megafono alla disinformazione russa sulla guerra in Ucraina. Ecco come.

A cura di Lorenzo Arvanitis e Kendrick McDonald

Con oltre mezzo miliardo di follower su Facebook, i media di stato cinesi hanno sistematicamente diffuso narrazioni di disinformazione russa dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, secondo un’analisi di NewsGuard. Queste organizzazioni, controllate dal governo cinese, raggiungono su Facebook un pubblico enorme, decisamente più ampio di quello dei media occidentali, nonostante la piattaforma non sia attiva in Cina. Ciò significa che il loro pubblico è sparso in tutto il resto del mondo, e può leggere tali narrazioni di propaganda nella propria lingua madre.

La pagina Facebook in lingua inglese dell’emittente televisiva di stato cinese CGTN ha 117 milioni di follower. La sua controparte in lingua francese, CGTN Français, ha 20 milioni di follower. China Daily e The Global Times, entrambe testate cinesi in lingua inglese, hanno rispettivamente 104 milioni e 67 milioni di follower su Facebook. Per contesto, NPR ha meno di 8 milioni di follower e il Daily Mail, che è da tempo una delle pubblicazioni con più seguito sulla piattaforma, ha 21,7 milioni di follower.

La pagina Facebook in lingua inglese dell'emittente televisiva di stato cinese CGTN con 117 milioni di follower. (Screenshot di NewsGuard)

La principale narrazione di disinformazione sul conflitto diffusa da queste fonti è stata quella secondo cui gli Stati Uniti gestirebbero in Ucraina biolaboratori che stanno sviluppando armi biologiche, un’affermazione che il Cremlino ha ripetutamente utilizzato per giustificare la sua invasione dell’Ucraina.

Dal 24 febbraio 2022, NewsGuard ha identificato 74 post in lingua inglese (inclusi video, articoli e vignette) che menzionavano i laboratori biologici. Tra questi vi è un post dell’agenzia di stampa statale Xinhua, che ha ripubblicato un video del 10 marzo in cui il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov affermava che un “coronavirus di pipistrello” era stato trovato in un laboratorio di armi biologiche supportato dagli Stati Uniti in Ucraina. “Lo scopo di queste e altre ricerche biologiche finanziate dal Pentagono in Ucraina era la creazione di [un] meccanismo per la diffusione segreta dei patogeni più letali”, ha dichiarato Konashenkov nel video. Il post ha ricevuto circa 21.300 interazioni ed è stato condiviso 6.400 volte, al 20 aprile 2022.

Sebbene quel post presentasse un’etichetta di Facebook che lo segnalava per la presenza di “informazioni parzialmente false” e rimandava a un articolo di fact-checking, in molti altri post ciò non è avvenuto. Ad esempio, molti post non segnalati da Facebook affermavano che gli Stati Uniti possiedono o gestiscono dei laboratori biologici in Ucraina, cosa che il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha ripetutamente negato. Altri post hanno ripetuto in modo acritico le affermazioni del Cremlino secondo cui questi laboratori stavano costruendo armi biologiche.

In realtà, gli scienziati hanno spiegato che la ricerca sui pipistrelli che ha avuto luogo nei laboratori ucraini era una “ricerca epidemiologica molto semplice”, secondo quanto riportato dalla rivista Science. Inoltre, non ci sono prove che questo studio, o qualsiasi altra ricerca svolta in questi laboratori, sia stato utilizzato per lo sviluppo di armi biologiche.

L'agenzia di stampa di stato Xinhua ha ripubblicato un video del 10 marzo in cui il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov affermava che un "coronavirus di pipistrello" è stato trovato in un laboratorio di armi biologiche supportato dagli Stati Uniti in Ucraina. (Screenshot di NewsGuard)

Oltre a diffondere falsità sui biolaboratori ucraini, altri post pubblicati dai media di stato cinesi hanno rilanciato le narrazioni propagandistiche del Cremlino secondo cui le truppe russe non sarebbero responsabili delle uccisioni di civili a Bucha, in Ucraina, e del bombardamento dell’ospedale pediatrico di Mariupol (NewsGuard ha sfatato le principali bufale legate alla guerra nel suo Centro di monitoraggio della disinformazione sul conflitto Russia-Ucraina).

La disinformazione sul conflitto non ha riguardato soltanto le pagine Facebook in lingua inglese dei media cinesi. NewsGuard ha anche individuati diversi post sui presunti laboratori di armi biologiche sui canali in lingua francese e italiana.

La pagina in lingua francese CGTN Français ha ripetuto acriticamente le accuse del ministero della Difesa russo a proposito di un programma militare biologico finanziato dagli Stati Uniti in Ucraina. (Screenshot di NewsGuard)

Ad esempio, la pagina in lingua francese CGTN Français ha ripetuto acriticamente le accuse del ministero della Difesa russo a proposito di un programma militare biologico finanziato dagli Stati Uniti in Ucraina. La pagina ha anche sostenuto che l’ambasciata degli Stati Uniti in Ucraina avesse cancellato le informazioni sui biolaboratori ucraini dal suo sito web, il che è falso.

Allo stesso modo, la pagina in lingua italiana di China Radio International, l’emittente radiofonica internazionale di stato cinese, ha pubblicato un articolo intitolato “Crisi in Ucraina: perché nascondere le tracce di un programma di guerra biologica finanziato dagli USA?”. L’articolo affermava – senza fornire prove – che “Anche alcuni scienziati statunitensi confermano che il laboratorio del Pentagono sta avviando una ricerca sulle armi biologiche”.

La pagina in lingua italiana di China Radio International, l'emittente radiofonica internazionale di stato cinese, ha pubblicato un articolo intitolato “Crisi in Ucraina: perché nascondere le tracce di un programma di guerra biologica finanziato dagli USA?”. (Screenshot di NewsGuard)
La presentatrice di Channel One, Variya Korableva, legge i titoli delle notizie il 22 aprile 2022. (Screenshot di NewsGuard)

Dentro la macchina della propaganda russa: due settimane di racconto – alla rovescia – della guerra sulla TV di stato

A cura di Madeline Roache

Dall’11 al 22 aprile non si è parlato di morti nell’esercito russo. La parola “guerra” non è mai stata pronunciata. Nel racconto della TV di stato russa, i soldati russi sono “difensori” vittoriosi, gli ucraini sono “nazisti” e il sostegno militare dell’Occidente all’Ucraina è ipocrita e inutile.

Dall’11 aprile 2022, NewsGuard traduce e riassume il notiziario delle 9 del mattino del canale statale Channel One (Pervy Kanal), che, secondo un sondaggio del 2018 del Levada Center, organizzazione indipendente con sede a Mosca, è il canale di notizie TV più seguito della Russia (NewsGuard ha sfatato le principali bufale legate alla guerra nel suo Centro di monitoraggio della disinformazione sul conflitto Russia-Ucraina).

Filmato del Ministero della Difesa russo andato in onda su Channel One il 12 aprile 2022. (Screenshot di NewsGuard)

I programmi mattutini di Channel One tra lunedì 11 e venerdì 22 aprile 2022 hanno trasmesso 65 servizi sulla guerra tra Russia e Ucraina. Il racconto del conflitto si è concentrato soprattutto su quattro temi: l’eroismo e la forza dell’esercito russo, la violenza dell’esercito ucraino, l’assistenza umanitaria russa agli ucraini e gli aiuti militari dell’Occidente all’Ucraina.

 

  • Ventisei servizi hanno evidenziato le “provocazioni pianificate” ucraine e gli attacchi contro i civili. Tra le altre cose, si è detto che i “neo-nazisti” e i “banditi” ucraini avrebbero “attaccato indiscriminatamente” i civili e pianificato “provocazioni” per incolpare la Russia. Il telegiornale ha affermato che la “terribile verità sulle atrocità dei radicali” stava “annegando in un flusso di bugie”, aggiungendo che “in Occidente, per qualche ragione, non è consuetudine parlarne”.
  • Sedici servizi hanno riguardato “l’eroismo” e la “forza” dell’esercito russo. Si è ad esempio affermato che l’esercito russo sarebbe riuscito a contrastare le offensive ucraine, anche nelle battaglie in cui il nemico aveva capacità superiori, e che avrebbe neutralizzato le bombe appartenenti ai “nazionalisti” e ai “radicali”. Il canale ha regolarmente dato risalto ai nomi dei “nuovi eroi” che hanno svolto “coraggiosamente” i propri compiti.
  • Nove servizi hanno messo in evidenza l’assistenza umanitaria della Russia agli ucraini. Il canale ha riferito che la Russia stava aiutando a “ristabilire una vita normale” nelle aree che aveva “liberato” fornendo beni di prima necessità, e che stava accogliendo i rifugiati in Russia.
  • Cinque servizi si sono concentrati sull’assistenza militare occidentale in Ucraina. Il canale ha ripetutamente affermato che le armi che l’Occidente stava “riversando” in Ucraina stavano finendo nelle mani delle “bande” ucraine, per poi essere “abbandonate” durante le loro ritirate. Un servizio affermava: “La sua retorica invoca la pace, le sue azioni incitano alla guerra. Questo è l’Occidente contraddittorio, pronto a fornire senza sosta nuove armi all’Ucraina”.
  • Tra gli argomenti trattati in altri servizi, si annovera un pezzo su come le aziende russe starebbero facendo sì che le sanzioni “funzionino a proprio favore”. Un altro pezzo si è concentrato su un articolo del New York Times secondo cui l’esercito ucraino avrebbe utilizzato bombe a grappolo vietate sul suo territorio all’inizio di marzo. Channel One ha dichiarato: “Mentre le autorità americane stanno alimentando la situazione fornendo armi in Ucraina, i loro media hanno improvvisamente iniziato a vedere le cose chiaramente”. Durante questo periodo di due settimane, nel notiziario delle 9 del mattino NewsGuard non ha individuato nessun altro riferimento a notizie pubblicate dal New York Times, che ha dato ampio spazio alle vittime civili e alle accuse secondo cui la Russia starebbe commettendo crimini di guerra.
  • I servizi su Channel One hanno anche tracciato parallelismi tra l’Ucraina di oggi e i nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, o la “Grande Guerra Patriottica”, come è nota in Russia. Un pezzo si è ad esempio concentrato sul portale lanciato dal ministero della Difesa russo sulla liberazione di Mariupol del 1943. Channel One ha affermato: “Particolare attenzione è rivolta agli elenchi dei premi e alle descrizioni delle imprese dei soldati dell’Armata Rossa. C’è una sezione speciale sulle falsità dei nazisti. Il ministero della Difesa osserva che i loro attuali seguaci ucraini usano tutti gli stessi metodi criminali”.
  • È interessante notare come le prime notizie sull’affondamento della nave da guerra Moskva nel Mar Nero del 14 aprile 2022 siano apparse verso la fine dell’edizione del telegiornale del 15 aprile 2022. L’affondamento della nave è stato da più parti interpretato come una grave battuta d’arresto all’invasione russa. L’Ucraina ha affermato di aver affondato la nave con un missile e che tutte le 510 persone a bordo sarebbero morte (affermazioni che però, al 25 aprile 2022, non sono state verificate in modo indipendente). Tuttavia, Channel One ha minimizzato l’accaduto e ha sostenuto che la nave era stata danneggiata dalle munizioni esplose a bordo ed “è affondata durante una tempesta”. In un altro programma, Channel One ha affermato che l’intero equipaggio sarebbe stato evacuato su altre navi.

L’85% dei russi si informa attraverso la TV di stato, secondo un sondaggio del 2018 del Levada Center. Il 4 marzo, a meno di due settimane dall’inizio dell’invasione, il Cremlino ha approvato una legge che punisce chi diffonde “notizie false” con pene che arrivano fino a 15 anni di reclusione. Lo stesso giorno, l’autorità statale di regolamentazione dei media Roskomnadzor ha bloccato l’accesso alla BBC, alla Deutsche Welle e ad altri siti di notizie stranieri.

Con la stretta del Cremlino sui media, è sempre più probabile che la narrativa ufficiale rimanga del tutto incontrastata.

In un servizio dell'11 aprile 2022 su presunte notizie di morti civili per mano dell'esercito ucraino nelle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, Channel One ha affermato che l'esercito ucraino ha disegnato una svastica in una casa a Donetsk. Il governo russo ha spesso affermato che il nazismo è dilagante nella politica e nella società ucraine. (Screenshot di NewsGuard)

Il pozzo senza fondo della disinformazione: per riempire il vuoto di RT e Sputnik, Paesi favorevoli alla Russia usano YouTube per dare una spinta alla disinformazione sulla guerra

A cura di Jack Brewster, Lorenzo Arvanitis e Chiara Vercellone

Un’indagine di NewsGuard ha rilevato che, sebbene l’accesso a YouTube sia vietato in Cina e limitato in Venezuela, ciò non ha impedito ai media cinesi e venezuelani finanziati dallo stato di utilizzare la piattaforma video con sede negli Stati Uniti per diffondere in tutto il mondo disinformazione sulla guerra in Ucraina in lingua inglese.

I risultati dell’indagine di NewsGuard evidenziano come le permissive pratiche di moderazione di YouTube abbiano solo spostato il problema. Dopo che diverse testate hanno puntato i riflettori sulla proliferazione della disinformazione filo-russa sui media russi finanziati dallo stato, la Commissione europea, a marzo, ha chiesto che le piattaforme digitali prendessero provvedimenti nei confronti dei siti di notizie gestiti dal governo russo, riferendosi a RT e Sputnik News. L’11 marzo 2022, YouTube ha bloccato i canali associati ai media controllati dalla Russia RT e Sputnik a livello globale e si è impegnata ad adottare misure severe contro i contenuti legati alla guerra “che negano, minimizzano o banalizzano eventi violenti ben documentati”. Tuttavia, secondo l’indagine di NewsGuard, i media finanziati dallo stato in Cina e Venezuela, così come in Bielorussia, hanno agilmente aggirato le misure adottate da YouTube e riempito il vuoto una volta occupato dai canali russi.

Nell’aprile 2022, NewsGuard ha cercato di individuare narrazioni di disinformazione filo-russa sul conflitto in Ucraina sui canali YouTube in inglese di 10 media statali cinesi, venezuelani e bielorussi. Molti di questi canali hanno un vasto pubblico, come i canali cinesi China Global Television Network e New China TV, che contano rispettivamente 2,79 milioni e 1,28 milioni di abbonati YouTube a livello globale (YouTube non fornisce dati pubblici sulla provenienza geografica degli abbonati).

Tra le informazioni false diffuse dai media statali ricordiamo:

  • la falsa affermazione secondo cui gli Stati Uniti controllerebbero dei laboratori di armi biologiche in Ucraina;
  • la falsa affermazione secondo cui il massacro di civili a Bucha, in Ucraina, sarebbe stato una messinscena;
  • la falsa affermazione secondo cui Vladimir Putin e la Russia non sarebbero gli aggressori in questo conflitto;
  • la falsa affermazione secondo cui la rivoluzione di Maidan in Ucraina del 2014 sarebbe stata un colpo di stato organizzato dagli Stati Uniti;
  • la falsa affermazione secondo cui la politica e la società ucraine sarebbero dominate dall’ideologia nazista;
  • la falsa affermazione secondo cui l’Ucraina userebbe i civili come scudi umani;
  • la falsa affermazione secondo cui la Russia non avrebbe in uso il tipo di missile che è stato utilizzato per attaccare la stazione ferroviaria di Kramatorsk.

Centro di monitoraggio della disinformazione sul conflitto Russia-Ucraina

Il canale di Shanghai Eye, una testata controllata dallo stato con sede a Shanghai, ha pubblicato alcuni video in cui si accusavano gli Stati Uniti di gestire laboratori biologici "enigmatici" in Ucraina e si esortavano gli USA a "offrire un resoconto chiaro delle loro attività militari biologiche in patria e all'estero". (Screenshot di NewsGuard)

L’indagine di NewsGuard ha evidenziato come, per quei Paesi, YouTube continui a essere uno strumento usato: la Cina e il Venezuela bloccano, censurano e limitano temporaneamente l’accesso alla piattaforma in patria, ma poi diffondono disinformazione all’estero. Per chiarezza, YouTube è ancora generalmente accessibile in Venezuela, ma il governo venezuelano ne ha bloccato l’accesso in passato. E sebbene la piattaforma sia bloccata in tutta la Cina continentale, gli utenti di Hong Kong e Macao possono comunque accedervi. Anche in Venezuela e in Cina, le restrizioni possono essere aggirate utilizzando una rete virtuale privata (VPN).

NewsGuard ha identificato 43 video diffusi da media statali in Cina, Venezuela e Bielorussia che contenevano disinformazione sulla guerra. Nel complesso, al 20 aprile 2022, i video avevano totalizzato circa 2,2 milioni di visualizzazioni.

Nonostante il governo cinese abbia tentato di presentarsi come neutrale nella guerra tra Russia e Ucraina, la stragrande maggioranza (77%) dei video di YouTube individuati da NewsGuard che contenevano disinformazione sul conflitto proveniva da organi di informazione statali cinesi.

Ad esempio, dopo l’invasione russa dell’Ucraina del 24 febbraio 2022, il canale di Shanghai Eye, una testata controllata dallo stato con sede a Shanghai, ha pubblicato alcuni video in cui si accusavano gli Stati Uniti di gestire laboratori biologici “enigmatici” in Ucraina e si esortavano gli USA a “offrire un resoconto chiaro delle loro attività militari biologiche in patria e all’estero”. Altri video negavano che le truppe russe fossero responsabili del massacro di civili nella città ucraina di Bucha.

L'agenzia statale bielorussa Belarusian Telegraph Agency ha affermato falsamente che gli omicidi di Bucha sarebbero stati una messinscena orchestrata nel tentativo di contrapporre l'Occidente alla Russia. (Screenshot di NewsGuard)

Complessivamente, questi video insieme hanno totalizzato circa 577.000 visualizzazioni. Gli analisti di NewsGuard hanno trovato altri 25 video pubblicati da organi di stampa statali con sede in Cina e Venezuela contenenti affermazioni false a proposito di presunti laboratori biologici o laboratori di armi biologiche gestiti dagli Stati Uniti in Ucraina.

Il canale della rete televisiva venezuelana TeleSUR ha pubblicato diversi video che rilanciavano in maniera acritica le narrazioni di disinformazione del Cremlino secondo cui l’uccisione di civili ucraini a Bucha sarebbe stata “finta” o “inscenata”. L’agenzia statale bielorussa Belarusian Telegraph Agency, ad esempio, ha affermato che le uccisioni di Bucha sarebbero state inscenate nel tentativo di contrapporre l’Occidente alla Russia.

La rete televisiva venezuelana TeleSUR, finanziata dallo stato, ha pubblicato diversi video che rilanciavano in maniera acritica le narrazioni di disinformazione del Cremlino secondo cui l'uccisione di civili ucraini a Bucha sarebbe stata "finta" o "inscenata". (Screenshot di NewsGuard)

Oltre a diffondere narrazioni false, molti canali hanno utilizzato alcuni elementi della retorica russa, ad esempio minimizzando la gravità del conflitto e riferendosi alla guerra con le espressioni “situazione”, “operazione speciale” o “questione”. Altri video hanno messo sullo stesso piano la falsa versione della Russia secondo cui il massacro di civili a Bucha è stato una messinscena con le prove schiaccianti che dimostrano che il massacro è avvenuto davvero.

L’11 marzo 2022, con l’annuncio del blocco di RT e Sputnik, YouTube si è impegnato a impedire l’accesso ai “canali associati ai media russi finanziati dallo stato a livello globale”. Tuttavia, questa mossa ha lasciato che altri attori della disinformazione potessero riempire questo vuoto.

Metodologia:

Gli analisti di NewsGuard hanno condotto delle ricerche terminologiche utilizzando dieci parole chiave (“Bucha”, “armi biologiche”, “biolaboratori”, “Mariupol”, “nazisti”, “genocidio del Donbas”, “colpo di stato americano”, “stazione ferroviaria di Kramatorsk”, “Ucraina” e ” Russia”) sui canali di 10 organi di stampa a controllo statale.

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