Special Report: Parler

L’87% delle notizie condivise su Parler nei giorni dell’assalto a Capitol Hill proveniva da siti inaffidabili

A cura di Matt Skibinski, General Manager di NewsGuard

Un’analisi di NewsGuard e PeakMetrics ha rilevato che i link alle notizie condivisi su Parler nei giorni prima e dopo l’assalto a Capitol Hill il 6 gennaio 2021 provenivano in prevalenza da siti di disinformazione, compresi siti già noti per aver pubblicato informazioni false sulle elezioni.

Parler ha annunciato di essere tornato online dopo essere stato rimosso dagli app store di Apple e Google e dal servizio di web hosting di Amazon proprio per il ruolo rivestito nell’assalto al Campidoglio degli Stati Uniti da parte di manifestanti armati.

L’analisi di NewsGuard e PeakMetrics ha riguardato oltre 17.000 post (che comprendevano un link) di Parler della prima settimana del gennaio 2021. Stando ai dati, l’87% dei link di notizie condivisi in quell’arco di tempo proveniva da siti considerati inaffidabili da NewsGuard, ovvero siti che non rispettano standard giornalistici fondamentali.

PeakMetrics, che utilizza l’intelligenza artificiale, ha raccolto i dati e ha estratto le informazioni relative ai link e ai domini dei post. NewsGuard, i cui giornalisti valutano l’affidabilità delle fonti di informazione online, ha analizzato i dati inserendoli nel suo database di valutazioni di credibilità di migliaia di fonti di notizie.

L’analisi si è concentrata nello specifico sui link ai siti di notizie e informazioni, escludendo i link ai siti di e-commerce, i link a post su altre piattaforme come Facebook o Twitter, e i link a URL abbreviati, come quelli di Bit.ly.

Un sito macedone di disinformazione, blog anti-musulmani e siti complottisti di QAnon

Secondo lo studio di NewsGuard e PeakMetrics la fonte di informazioni maggiormente presente sulla piattaforma durante il periodo preso in esame era un sito macedone chiamato “American Conservatives Today”, i cui link comparivano 2.917 volte.

Stando ai dati di registrazione del dominio di WHOIS, nonostante il suo nome, AmericanConservatives.today è gestito da Kumanovo, una città della Macedonia del Nord. NewsGuard ha scoperto che il sito, lanciato nel dicembre del 2020, ha pubblicato ripetutamente notizie false copiandole da The Gateway Pundit; tra queste, la falsa affermazione secondo cui Dominion Voting Systems, società che gestisce il software di conteggio dei voti, ha manipolato le procedure per spostare i voti raccolti dall’allora presidente Donald Trump all’attuale presidente Joe Biden. NewsGuard ha assegnato al sito un punteggio di affidabilità di 0 su 100 (perché non rispetta nessuno dei nove standard giornalistici di NewsGuard).

Altri siti i cui link sono stati ampiamente condivisi su Parler sono TheResistance.video, un dominio associato a Banned.video, sito di proprietà di Alex Jones, fondatore di InfoWars.com, che condivide regolarmente informazioni false su argomenti come il COVID-19 e la politica statunitense. Il sito aveva infatti pubblicato diverse bufale sulle elezioni presidenziali del 2020.

Banned.video ha anche pubblicato numerose notizie false sul COVID-19, incluso un video del maggio 2020 secondo cui il vaccino contro il COVID-19 “causa sterilità nel 97% delle donne”, e un altro vaccino sviluppato appositamente per gli uomini “provoca una diminuzione delle dimensioni dei testicoli, un calo dei livelli di testosterone e marcata atrofia della prostata”. Sulla base del rispetto dei nove criteri di trasparenza e credibilità NewsGuard ha assegnato a Banned.video un punteggio di affidabilità di 7,5 su 100.

Un altro dominio ampiamente condiviso è stato FrontPageMag.com, valutato da NewsGuard con un punteggio di 22,5 su 100. Il sito ha pubblicato informazioni false sia sulle elezioni statunitensi che sul COVID-19. 

Altri siti presenti nell’elenco: ThePolitics.online, Speech-Point.com, FreeSpeech-Time.com e Free-Speechfront.info; tutti fanno parte di una rete di siti anti-musulmani apparentemente con sede in Israele i cui proprietari hanno ripetutamente cambiato i nomi dei domini e hanno rimosso siti dalla loro rete una volta che questi sono stati segnalati da fact-checker o da organizzazioni di monitoraggio della disinformazione come NewsGuard. NewsGuard ha analizzato oltre una decina di siti di questo network, valutandoli con un punteggio di affidabilità di 22 su 100.

Anche alcuni siti che promuovono le teoria del complotto di QAnon sono stati ampiamente condivisi su Parler quella settimana, come NeonRevolt.com, sito gestito in modo anonimo, molto conosciuto tra i sostenitori di QAnon, che tiene traccia dei post di Q, la presunta figura al centro della teoria del complotto. Il sito, ripetutamente condiviso da importanti influencer di Parler, come Lin Wood, l’allora avvocato della campagna di Trump, ha un punteggio di affidabilità di NewsGuard di 20 su 100. Il sito ha pubblicato numerose informazioni false sia sulle presidenziali statunitensi che sul COVID-19.

Molti altri link condivisi in questo periodo su Parler non provenivano da domini di notizie: il set di dati includeva infatti più di 1.000 link a siti di e-commerce che vendono armi, presunti integratori alimentari e altri prodotti.

Conclusioni

Sebbene il set di dati utilizzato per questa analisi non fosse esaustivo – copriva un periodo di tempo relativamente breve all’inizio di gennaio – è emerso chiaramente che Parler era inondato di link a siti di disinformazione.

Molti disinformatori, compresi quelli coinvolti nella diffusione di informazioni false sulle presidenziali statunitensi del 2020, dipendono dai click che arrivano dalle piattaforme dei social media per aumentare le visualizzazioni di pagina e le entrate pubblicitarie. Poiché le piattaforme tradizionali come Twitter e Facebook stanno ricevendo crescenti pressioni per ridurre la diffusione della disinformazione, i disinformatori potrebbero continuare a spostarsi su piattaforme meno controllate, come Parler appunto.

Nota: questo report si basa sui dati di NewsGuard e PeakMetrics, tra cui i dati del Centro di monitoraggio della disinformazione sulle elezioni di NewsGuard e la piattaforma di monitoraggio dei media di PeakMetrics. I dati di NewsGuard possono essere concessi in licenza a ricercatori, piattaforme, organizzazioni no profit e altre istituzioni interessate a monitorare le fonti di disinformazione. Clicca qui per richiedere l’accesso ai dati.

Kendrick McDonald ha contribuito alla realizzazione di questo report.
Traduzione a cura di Virginia Padovese.

Informazioni su NewsGuard

NewsGuard fornisce valutazioni di affidabilità e schede informative di migliaia di siti di notizie e informazioni. NewsGuard ha analizzato i siti di notizie che rappresentano il 95% dell’engagement online negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania, Francia e Italia.

NewsGuard valuta ogni sito in base a nove criteri giornalistici apolitici ampiamente riconosciuti e assegna un punteggio a ogni criterio: un punteggio complessivo inferiore a 60 determina una valutazione “rossa” (ovvero inaffidabile) mentre un punteggio uguale o superiore a 60 determina una valutazione “verde” (ovvero generalmente affidabile). Le valutazioni e le schede informative di NewsGuard possono essere concesse in licenza a ricercatori, piattaforme, organizzazioni no profit e altre istituzioni interessate a monitorare le fonti di disinformazione.

Informazioni su PeakMetrics

PeakMetrics rileva informazioni ed estrae dati da milioni di dataset multimediali e multicanale in tempo reale. Lo fa aggregando tutti i tipi di social media e media tradizionali e usando l’intelligenza artificiale per prevedere come i messaggi si svilupperanno e si diffonderanno online. PeakMetrics è stato testato su alcuni dei problemi dei media più complessi di oggi – dalla risposta alle situazioni di gestione delle crisi alla lotta alla disinformazione sponsorizzata dallo stato. www.peakmetrics.com